Presidenti Regioni contro Patto stabilità, in 6 anni -45% della spesa

giovedì 16 maggio 2013 14:43
 

ROMA, 16 maggio (Reuters) - Un gruppo di presidenti regionali guidati da Nichi Vendola hanno alzato la voce oggi contro il Patto di stabilità, perché dal 2007 a oggi ha ridotto la possibilità di spesa delle loro amministrazioni in media del 45% mentre l'Italia resta in recessione.

I leader regionali hanno chiesto al governo, impegnato a discutere del finanziamento della sospensione dell'Imu e della cassa integrazione in deroga, di impegnarsi anche per allentare il Patto, almeno a cominciare dalla nettizzazione - cioè lo scomputo - dei cofinanziamenti regionali per accedere ai fondi europei.

Quello del Patto di stabilità "è un cappio al collo che si è stretto di anno in anno, di mese in mese, sempre di più", ha detto Vendola oggi nel corso di una conferenza stampa insieme al neo presidente del Lazio Nicola Zingaretti, annunciando di parlare anche a nome del governatore della Lombardia e leader della Lega Nord Roberto Maroni.

Secondo i dati forniti nell'incontro le regioni ordinarie, senza tener conto della sanità, sono passate da un limite complessivo di spesa di 35 miliardi e 300 milioni di euro nel 2007 ai 20 miliardi e 100 milioni di quest'anno, una riduzione pari al 45%.

Se si calcola la spesa potenziale procapite, il calo calcolato è del 55%: da 836 euro nel 2007 a 390 euro nel 2013, con un calo che è addirittura del 64% per la regione Lazio (da 1.016 a 354 euro).

"Vogliamo rilanciare questi argomenti in questi giorni e settimane, proprio mentre si sta cercando di ridisegnare la politica economica", ha detto Zingaretti.

"E' evidente che l'Europa debba cambiare... però dobbiamo fare in modo che il tema pesi negli obiettivi strategici di cui il governo sta discutendo", ha detto ancora il presidente Pd del Lazio, chiedendo "pari centralità" per la questione del Patto rispetto all'Imu e al rifinanziamento della Cig.

Vendola - che è anche leader del partito di sinistra Sel, all'opposizione in Parlamento - ha detto di essere pronto ad allearsi "con chiunque" per sostenere la richiesta di modificare "un patto cieco e demenziale che non distingue tra spesa improduttiva e investimenti".

(Massimiliano Di Giorgio)

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