Papa su crisi: controllo Stati sia superiore a autonomia finanza

giovedì 16 maggio 2013 11:55
 

CITTA' DEL VATICANO, 16 maggio (Reuters) - L'asserita autonomia dei mercati finanziari non deve impedire agli Stati di esercitare il loro controllo per provvedere al bene comune.

E' quanto sostiene papa Francesco nel suo discorso ad alcuni ambasciatori in occasione della loro presentazione di lettere credenziali.

Per il Papa autonomia della finanza, deficit degli Stati, corruzione ed evasione fiscale allontanano i cittadini dal loro potere d'acquisto reale.

"Mentre il reddito di una minoranza cresce in maniera esponenziale, quello della maggioranza si indebolisce. Questo squilibrio deriva da ideologie che promuovono l'autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria, negando così il diritto di controllo agli Stati pur incaricati di provvedere al bene comune", ha detto il papa.

Secondo Francesco, "si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone unilateralmente e senza rimedio possibile le sue leggi e le sue regole. Inoltre, l'indebitamento e il credito allontanano i Paesi dalla loro economia reale e i cittadini dal loro potere d'acquisto reale".

A tutto ciò va aggiunto, secondo il Papa, "una corruzione tentacolare e un'evasione fiscale egoista che hanno assunto dimensioni mondiali. La volontà di potenza e di possesso è diventata senza limiti".

Inoltre l'uomo è ridotto "a una sola delle sue esigenze, il consumo" mentre "la solidarietà, che è il tesoro dei poveri, è spesso considerata controproducente, contraria alla razionalità finanziaria ed economica".

Il Papa conclude esortando a "un coraggioso cambiamento di atteggiamento dei dirigenti politici".

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