Lavoro, Camusso striglia Giovannini: basta annunci, apra confronto

giovedì 16 maggio 2013 08:35
 

ROMA, 16 maggio (Reuters) - Partenza in salita tra la Cgil e il nuovo ministro del Welfare, Enrico Giovannini.

In una lettera pubblicata stamani sul Corriere della Sera, la leader del primo sindacato italiano, Susanna Camusso, lamenta i troppi annunci fatti dal neo ministro non accompagnati da un confronto con le parti sociali, e la scarsa chiarezza sulle risorse da stanziare e relative coperture per ammortizzatori in deroga e pensioni.

Per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, per la quale Giovannini ha annunciato un intervento tampone nel decreto di venerdì, Camusso dice che "ipotizzare di trovare solo un terzo, o forse la metà, delle risorse necessarie...da altri capitoli delle politiche per il lavoro come la formazione continua e la produttività, non dà maggiori certezze né alle persone né ai lavoratori. Tanto meno alle imprese che data l'ambiguità degli stanziamenti potrebbero decidere di ricorrere ai licenziamenti".

Critiche anche per le modifiche annunciate da Giovannini sui contratti a termine della riforma Fornero - con l'obiettivo di renderli meno costosi per le imprese e ridurne l'intervallo - e le pensioni.

"Si sceglie di annunciare provvedimenti di manutenzione che in realtà rappresentano interventi sostanziali come la liberalizzazione dei contratti a termine, la staffetta generazionale (salvo poi retrocedere in ragione dei costi), le flessibilità in uscita per le pensioni (ma penalizzandole senza qualificare i diversi lavori) e si trascurano altre priorità immediate" come la scadenza dei fondi di solidarietà.

Sul metodo la sindacalista chiede retoricamente se "non fosse stato più proficuo convocare le parti sociali e insieme a loro discutere" delle risorse per cig in deroga ma anche per la mobilità e i contratti di solidarietà.

"I provvedimenti che saranno approvati dal prossimo consiglio dei ministri [rinvio Imu per la prima casa e rifinanziamento della cigd] hanno un assoluto carattere di urgenza. Non sono note le coperture finanziare. Non vorremmo che...a rimanere in piedi sia sempre il lavoro", conclude Camusso.

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