Rcs, costo debito salirà da meno di 1% attuale a 6,3%

martedì 14 maggio 2013 16:58
 

MILANO, 14 maggio (Reuters) - Con l'operazione di rifinanziamento concordata con le banche, il costo del debito di Rcs è destinato a crescere fortemente, anche perché si confronta con un tasso attuale bassissimo.

Il costo medio dell'indebitamento bancario in essere, dice la nota sui conti del gruppo, è stato nel primo trimestre 2013 inferiore all'1% in relazione a finanziamenti stipulati prevalentemente nel 2006, in scadenza tra agosto 2013 e marzo 2014.

Quest'anno scadono 700 milioni di debiti e le banche creditrici hanno firmato un accordo per rifinanziarne 575 milioni, vincolando l'erogazione alla realizzazione dell'aumento di capitale in programma. Il gruppo ha al 31 marzo un indebitamento finanziario di 902,4 milioni.

Il costo medio annuo complessivo del nuovo finanziamento, si legge nelle informazioni volute da Consob e inserite nella nota, è pari a circa 610 punti base, tenuto conto sia dello spread, che deve essere aggiunto al tasso Euribor a 3 mesi, sia di tutte le commissioni di organizzazione e trimestrali come applicabili con riferimento alle tre diverse linee che lo compongono. Considerando l'attuale tasso Euribor a 3 mesi di circa 20 bp, il costo medio sarebbe inizialmente di circa 6,30%.

L'accordo prevede poi un'eventuale riduzione degli spread, nel caso di un miglioramento del rapporto PFN/Ebitda al di sotto di 4,5 volte a fine 2014, per le linee di 275 milioni con scadenza a 5 anni e di 100 milioni revolving; oltre a una riduzione a 100 milioni della linea di 200 milioni bullet a 3 anni. All'avverarsi di tali condizioni, il costo medio scenderebbe di circa 40-50 bunti base, dice la nota.

Credit Suisse, advisor finanziario di Rcs, ha stimato per il gruppo un rating ipotetico al di sotto della B e un implicito rating B una volta conclusi positivamente ricapitalizzazione e e rifinanziamento, completate le dismissioni e conseguiti i risultati del piano.

"L'analisi dell'advisor ha identificato che il costo medio annuo complessivo sopra indicato appare a questo riguardo inferiore rispetto alla media di un campione di rendimenti correnti per emissioni di durata residua di circa 5 anni per emittenti tra BB- e CCC+, che si situa, al netto dei relativi costi di strutturazione, mediamente al 7,2% (dati all'11 aprile 2013)", si legge nella nota.

Le banche creditrici di Rcs sono Intesa Sanpaolo, UBI Banca, UniCredit, BNP Paribas, Banca Popolare di Milano e Mediobanca e risultano esposte verso il gruppo come segue: Intesa Sanpaolo per 300 milioni (in scadenza il 24 novembre 2013), Ubi per 200 milioni (di cui 150 milioni in scadenza il 24 novembre 2013 e 50 milioni in scadenza il 21 marzo 2014), Unicredit per 100 milioni (in scadenza il 24 novembre 2013), Pop Milano per 75 milioni (in scadenza il 31 dicembre 2013), Gruppo Bnl/BNP Paribas per 75 milioni (in scadenza il 2 agosto 2013), Mediobanca per 50 milioni (in scadenza ad ottobre 2017 ed attualmente non utilizzata).

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