May 14, 2013 / 1:22 PM / 4 years ago

Debiti Pa, in autunno nuova partita da almeno 30 mld per il 2014

5 IN. DI LETTURA

* La fase due vale altri 20 mld per Bankitalia

* Btp per rimborsare 11 mld comprati pro soluto dalle banche

* Il ruolo della Cdp

di Giuseppe Fonte

ROMA, 14 maggio (Reuters) - La nuova tranche di debiti commerciali da liquidare dovrebbe avere un valore di almeno 30 miliardi e a beneficiarne saranno anche le banche, non solo le imprese.

Mentre l'aula della Camera prosegue con l'esame del decreto sui primi 40 miliardi da erogare alle imprese tra 2013 e 2014, il ministero dell'Economia si prepara alla "fase due", come l'ha definita ieri il relatore del Pd Marco Causi.

Il Tesoro comincerà a fornire le prime indicazioni su come intende "completare il pagamento dei debiti" commerciali con la Nota di aggiornamento al Def. Lo prevede un emendamento approvato ieri in commissione Bilancio su iniziativa di Bruno Tabacci (Centro democratico).

La Nota, ha promesso il ministro Fabrizio Saccomanni, arriverà in tempi compatibili con la chiusura della procedura per deficit eccessivo, cioè tra il 29 maggio e i primi di giugno.

La vera partita si giocherà però a settembre, dopo aver chiuso il negoziato con la Commissione europea sui nuovi margini di flessibilità per il 2014. Il governo vuole alzare il deficit nominale del prossimo anno per liquidare altri 7-8 miliardi (lo 0,5% del Pil) di fatture relative a spese in conto capitale.

Il rimborso dei debiti commerciali, infatti, fa aumentare sia il debito sia il deficit solo se le fatture si riferiscono a spese in conto capitale.

Bankitalia Chiede Di Liquidare Altri 20 Mld

A suggerire che rimanga da far emergere un altro mezzo punto di Pil a livello di indebitamento era stata la Banca d'Italia, durante due diverse audizioni in Parlamento del 28 marzo e del 23 aprile.

Secondo Daniele Franco, direttore centrale per la ricerca economica di Via Nazionale, lo Stato dovrebbe rimborsare nel complesso altri 20 miliardi per ricondurre la dinamica dei pagamenti a un livello fisiologico.

Quindi, ai 7-8 miliardi di spese in conto capitale si sommerebbero altri 12-13 miliardi di pagamenti relativi a spese correnti, il cui impatto sarebbe limitato al debito pubblico.

La stima di Franco, che secondo fonti politiche è in corsa per sostituire Mario Canzio come Ragioniere generale dello Stato, si basa su due premesse.

Primo, Bankitalia calcola in 90 miliardi il totale delle fatture pendenti a fine 2011. Secondo, al netto dei crediti ceduti pro soluto alle banche, i ritardi fisiologici nei pagamenti sarebbero pari a circa 20-25 miliardi.

I conti tornano se si tiene conto che, dei primi 40 miliardi, oltre tre quarti sono rimborsi di debiti commerciali in senso stretto. Il resto assume la forma di rimborsi fiscali, compensazioni con debiti fiscali e investimenti cofinanziati dall'Europa.

Il Ruolo Della Cdp Per I Crediti Delle Banche

L'altro importante capitolo dell'operazione consiste nel dare concreta applicazione all'articolo 7 del decreto.

Attraverso la Legge di stabilità per il 2014, il governo dovrà disciplinare il pagamento, "mediante assegnazione di titoli di Stato", dei debiti oggetto di cessione pro soluto a banche e intermediari finanziari.

Secondo l'Abi, i crediti già comprati dalle banche con la formula pro soluto (l'impresa non conserva alcun rischio di credito) e come tali già inclusi nel debito, ammonterebbero a 11 miliardi. I crediti ceduti pro solvendo (l'impresa mantiene un'obbligazione giuridica) avrebbero un valore di 6 miliardi.

Un emendamento approvato ieri modifica l'articolo 7 e autorizza il Tesoro a liquidare le banche anche attraverso "operazioni finanziarie".

Il riferimento è alla Cassa depositi e prestiti, che secondo Causi "potrebbe assumere non solo un ruolo di sostituzione ma anche di garante di ultima istanza".

L'Abi ha già suggerito di cedere alla Cdp i crediti acquistati dalle banche.

La strada da seguire, per gli istituti di credito italiani, è la proposta formulata da Astrid, l'associazione di cui fa parte il presidente della Cdp Franco Bassanini.

"Nel caso di cessioni pro solvendo le risorse finanziarie andrebbero direttamente alle imprese e, nel caso di cessione pro soluto, le risorse finanziarie acquisite dagli intermediari sarebbero destinate in modo vincolato a nuove operazioni di smobilizzo dei crediti della Pa", ha detto il 16 aprile il direttore generale dell'Abi Giovanni Sabatini.

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