10 maggio 2013 / 10:49 / 4 anni fa

PUNTO 2 - Governo, entro 100 giorni il piano su fisco e lavoro

* Decreto Imu e cig in deroga a metà prossima settimana

* Vertici periodici per evitare frizioni nella maggioranza

* Giovannini al lavoro su coperture alternative per cig

* Il Pdl insiste: via l'Imu sulla prima casa (Aggiunge contesto da paragrafo 9 a 13)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 10 maggio (Reuters) - Entro i prossimi 100 giorni governo e Parlamento definiranno il pacchetto di misure per rivedere il sistema fiscale, rilanciare l'occupazione e riformare le istituzioni.

A metà della prossima settimana, intanto, arriverà il decreto legge che sospende il pagamento dell'Imu di giugno sulla prima casa e rifinanzia la cassa integrazione in deroga, provvedimento sul quale si stanno valutando le coperture per non sforare il limite di un disavanzo al 3% del Pil.

"Ieri abbiamo preso la decisione su Imu e Cig, i due temi più urgenti. Ora ci concentreremo, nei primi cento giorni, per raggiungere obiettivi raggiungibili e condivisi", ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, al termine del vertice governo-maggioranza a Palazzo Chigi.

"Sappiamo che il lavoro si svolge in un clima non semplice: il governo è retto da una maggioranza di forze politiche fino a poco tempo fa avversarie e che su alcune cose lo sono ancora oggi", ha aggiunto il ministro.

Da qui, spiega Pino Pisicchio del Centro democratico, nasce l'esigenza di inaugurare "un metodo nuovo: quello delle convergenze preventive rispetto ad eventuali punti di frizione".

"I capigruppo hanno preso l'impegno di vedersi periodicamente. Intanto oggi abbiamo discusso di priorità come il lavoro, della volontà da parte del governo di fare una proposta operativa sul tema delle riforme prima dell'estate, di politiche della casa e di Europa", ha detto Pisicchio.

Nel chiedere la fiducia al Parlamento, Enrico Letta si è impegnato a ridurre le tasse sul lavoro, in particolare su quello stabile e quello per i giovani neo assunti.

DELRIO: MINISTRO DEL LAVORO LAVORA A COPERTURE SU CIG

Il primo passo del nuovo governo sarà il varo del decreto legge per sospendere fino a settembre il pagamento dell'Imu sulla prima casa e rifinanziare la cassa integrazione in deroga.

Lorenzo Dellai (Scelta civica) indica per la metà della prossima settimana il varo del decreto, una volta che sarà tornato a Roma il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, impegnato lunedì e martedì con le riunioni mensili di Eurogruppo ed Ecofin a Bruxelles.

Per la ciG in deroga il governo è alla ricerca di circa 1 miliardo da aggiungere agli 800 milioni ancora a bilancio.

Tre le voci di copertura indicate ieri da una fonte governativa: i fondi interprofessionali per la formazione, le risorse per la detassazione del salario di produttività e per il sostegno alle aree più depresse del Sud.

Tutte voci che, secondo una fonte politica, suscitano le perplessità di sindacati e imprese.

Il ministro del Welfare, Enrico "Giovannini, sta lavorando alle coperture", ha detto il titolare dei rapporti con Regioni ed autonomie locali, Graziano Delrio, lasciando Palazzo Chigi.

Era stato lo stesso Giovannini, due giorni fa, a bocciare l'ipotesi di finanziare la cig attraverso i fondi per la formazione e per il Sud.

PDL INSISTE SU ABOLIZIONE IMU PRIMA CASA

La sospensione dell'Imu sulla prima casa (l'ipotesi di esentare anche capannoni industriali e terreni agricoli sembra per ora saltata) fino a settembre servirà al governo per prendere tempo, in attesa di trovare un accordo su come rivedere l'intera imposizione sugli immobili.

Pd e Scelta civica preferirebbero rendere l'Imu più progressiva. Il Pdl, ha detto oggi Renato Brunetta, insiste nel chiedere l'esenzione di tutte le abitazioni principali, che costerebbe circa 4 miliardi.

Intervistato ieri sera su La7, Saccomanni si è mostrato più vicino alle posizioni di Pd e Scelta civica quando ha specificato che "qualche forma di tassazione sulla proprietà immobiliare dovrà rimanere".

Il ministro ha escluso la necessità di una manovra correttiva e ha ribadito l'intenzione di trovare almeno i 2 miliardi necessari per rimandare al 2014 l'aumento dell'Iva previsto dal prossimo luglio, quando l'aliquota ordinaria del 21% salirà di un punto percentuale.

Non c'è, invece, urgenza di trovare risorse per nuove platee di esodati, i lavoratori che dopo la riforma previdenziale di fine 2011 rischiano di trovarsi senza lavoro e senza pensione, nei prossimi mesi o anni.

Secondo Saccomanni, il problema si porrà nel 2014 e prima di allora bisognerà fare una "ricognizione esatta dei fabbisogni".

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