May 7, 2013 / 9:59 AM / 4 years ago

PUNTO 2 - Def sovrastima interessi su debito - Saccomanni

5 IN. DI LETTURA

* Rendimento Btp 10 anni è sceso di 0,8 punti da metà marzo

* Maggioranza chiede modifiche a quadro finanza pubblica

* I margini sul deficit nominale del 2014 (Aggiunge contesto in paragrafi 9-11)

ROMA, 7 maggio (Reuters) - Il Documento di economia e finanza (Def) "probabilmente" sovrastima gli interessi sul debito pubblico.

Lo ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, chiudendo in Senato la discussione generale sul Def.

"Il Def va sicuramente aggiornato tenendo conto delle esigenze maturate nel Paese in relazione a una congiuntura che continua ad essere negativa. Ma potrà essere aggiornato anche in meglio: il Def ipotizza un onere sul debito pubblico probabilmente superiore a quello che si è realizzato con la riduzione dei tassi di interesse sui mercati finanziari nelle ultime settimane, malgrado l'incertezza politica", ha detto Saccomanni.

Il Def stima interessi passivi pari al 5,3% del Pil nel 2013 e al 5,6% nel 2014.

Il Tesoro, si legge nel Programma di stabilità, ha stimato la spesa per interessi "utilizzando i tassi impliciti nella curva dei rendimenti italiana rilevata a metà marzo 2013".

Allora il differenziale di rendimento tra Btp italiani e Bund tedeschi sulla scadenza a 10 anni era superiore a 300 punti base. Ora lo spread oscilla intorno ai 250 punti base.

Il rendimento del Btp a 10 anni con scadenza novembre 2022 è sceso di quasi un punto percentuale, al 3,8% dal 4,65% circa di metà marzo.

Chiusura Edp Incidera' Positivamente Su Spread

Anche l'uscita dell'Italia dalla procedura di disavanzo eccessivo potrà avere "ripercussioni positive su spread e tassi di interesse e quindi sulle condizioni di finanziamento delle nostre banche sul mercato internazionale e sulla loro capacità di trasferire risorse all'economia e in particolare alle piccole e medie imprese", ha detto Saccomanni.

Il governo sfrutterà i minori interessi sul debito per finanziare le prime misure di stimolo all'attività economica.

Il primo atto dell'esecutivo di Enrico Letta sarà il varo di un decreto legge per rifinanziare la cassa integrazione in deroga (i sindacati chiedono 1,5 miliardi), sospendere la prima rata dell'Imu sulla prima casa (l'onere è di circa 2 miliardi sul fabbisogno) e varare alcune prime misure a sostegno dell'occupazione giovanile..

Il governo vuole poi evitare l'aumento di un punto dell'aliquota Iva oggi pari al 21% già previsto dal prossimo luglio. Sterilizzare l'imposta sui consumi richiede risorse pari a 2 miliardi nel 2013 e a 4 miliardi nel 2014.

Nelle risoluzioni al Def, i partiti di maggioranza chiedono al governo di "riconsiderare in tempi brevi il quadro di finanza pubblica nel rispetto degli impegni europei per quanto riguarda i saldi di bilancio 2013-2014".

Il ministro assicura che le indicazioni del Parlamento "saranno prese in attenta considerazione" al momento di presentare la Nota di aggiornamento al Def.

"Martedì prossimo sarò all'Ecofin e avere il sostegno del Parlamento sarà un elemento molto importante di cui mi potrò avvalere", ha detto Saccomanni.

I Possibili Margini Di Flessibilita' Sul Bilancio

Il Def, l'ultimo atto del governo di Mario Monti, impegna l'Italia a mantenere l'indebitamento al 2,9% del Pil nel 2013 e all'1,8% nel 2014. Al netto del ciclo e delle una tantum, il bilancio dovrebbe essere in pareggio sia quest'anno che il prossimo.

Ieri, parlando alla Camera, Saccomanni aveva osservato che, "mantenendo una giusta attenzione sui saldi strutturali, sarà possibile prevedere una modifica del profilo tendenziale", cioè del deficit nominale.

Infatti, una volta entrata nel braccio preventivo del Patto di stabilità europeo, l'Italia potrà "negoziare margini di flessibilità che potranno essere utilizzati per favorire il raggiungimento degli obiettivi prioritari nazionali ed europei", aveva aggiunto l'ex direttore generale di Bankitalia.

L'Italia dovrebbe chiedere all'Unione europea di aumentare l'indebitamento del 2014. Nel 2013 non ci sono molti spazi da sfruttare perché il rapporto deficit/Pil è già vicino al limite del 3%, che Saccomanni ha definito "invalicabile" il 2 maggio scorso.

Le ultime previsioni della Commissione europea indicano il deficit italiano al 2,5% del Pil nel 2014.

(Giuseppe Fonte)

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