Famiglie, interesse per Btp tornato a livelli 2007 - Consob

lunedì 6 maggio 2013 13:00
 

MILANO, 6 maggio (Reuters) - Un ritorno della fiducia nei titoli di Stato contrapposta a una perdurante diffidenza nei confronti degli altri strumenti finanziari. E, a fronte di questo, una preferenza crescente per i depositi e il risparmio postale che nel 2012 hanno attratto quasi la metà della ricchezza finanziaria degli italiani. Insomma, una perdurante volontà di tenersi lontano dai mercati e dal risparmio gestito dopo le ferite degli anni scorsi.

Il quadro emerge dalla sezione della relazione annuale Consob, presentata oggi a Milano, che si occupa delle scelte finanziarie delle famiglie italiane.

Nel 2012, infatti, la percentuale di famiglie che ha investito in titoli di Stato - con la novità del Btp Italia - ha superato il 13%, un livello che non si registrava dal 2007, l'ultimo anno prima che il fallimento di Lehamn Brothes modificasse radicalmente l'approccio agli strumenti finanziari.

Rimane invece ben 10 punti percentuali sotto il 2007 la percentuale di famiglie - a fine 2012 pari al 25% - che investono nell'insieme di strumenti finanziari formato da azioni, obbligazioni, risparmio gestito e polizze vita. In particolare nei prodotti del risparmio gestito presi nel loro insieme ha investito nel 2012 il 9% delle famiglie rispetto al 14% del 2007, mentre per quanto riguarda le azioni italiane la percentuale è scesa appena sotto il 3%, più che dimezzata rispetto al 6,4% di cinque anni prima. Stabili, poco sopra il 9%, le obbligazioni bancarie che beneficiano dell'azione diretta sul cliente da parte degli istituti di credito.

RICCHEZZA FINANZIARIA FAMIGLIE: 47% VA IN DEPOSITI E POSTA

Se si passa a considerare la distribuzione della ricchezza finanziaria delle famiglie si rafforza il quadro di disaffezione verso i mercati: l'investimento in depositi e risparmio postale è pari al 47%, in netto aumento rispetto al 2007 quando si attestava al 38% circa.

Un altro 17,1% è destinato ai titoli di Stato a cui si aggiunge il 15,4% investito in obbligazioni (in entrambi i casi quote superiori a quelle del 2007).

A risparmio gestito, azioni e polizze viene riservato complessivamente circa il 20%, molto lontano dal 32/33% pre-Lehman.   Continua...