30 aprile 2013 / 15:18 / 4 anni fa

SINTESI - Letta dopo fiducia Parlamento cerca quella dell'Europa

* Governo ottiene anche fiducia Senato dopo Camera

* Neopremier ora a Berlino, poi a Parigi e Bruxelles

* Berlusconi e parte Pd vogliono rinegoziazione target Ue

* Alleati Merkel contrari ad allentamento rigore

di Giselda Vagnoni

ROMA, 30 aprile (Reuters) - Dopo aver incassato ieri sera la fiducia della Camera e oggi quella del Senato, Enrico Letta si appresta a chiedere quella dell'Europa mentre dalla grande coalizione che lo appoggia crescono le pressioni perchè ottenga un rinvio al pareggio di bilancio previsto per il 2013.

Il vice segretario del Partito democratico sta incontrando a Berlino il cancelliere Angela Merkel, socio di maggioranza dell'Ue e strenuo difensore delle politiche di austerity. Domani vedrà a Parigi il presidente della Repubblica francese, François Hollande, e il 2 maggio il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, a Bruxelles. La prossima settimana il premier spagnolo Mariano Rajoy a Madrid.

"Cercherò di presentarmi e di aprire un canale di comunicazione per spiegare cosa è successo in Italia in questi 5 giorni", ha detto stamani Letta al Senato.

Per usare le sue stesse parole, spiegherà che "il governo è fragile mentre l'emergenza economica e sociale dell'Italia è grandissima", che "di solo risanamento l'Italia muore e che le politiche di ripresa non possono più attendere".

Ieri, nel discorso alla Camera, Letta ha illustrato numerose misure di stimolo all'economia tra cui una revisione dell'Imu, lo stop all'aumento dell'Iva, il rifinanziamento della Cig in deroga, che possono ammontare a oltre 10 miliardi nel 2013.

ALLEATI MERKEL CONTRARI AD ALLENTAMENTO RIGORE

Il premier assicurerà anche "il mantenimento degli impegni presi con il Documento di Economia e Finanza", ossia il 2,9% di deficit/Pil quest'anno per uscire dalla procedura di disavanzo eccessivo.

Ma dovrà anche spiegare perchè, invece, Silvio Berlusconi, il socio di maggioranza del suo governo, ha detto oggi che l'Italia "deve ridiscutere gli impegni che aveva assunto" in linea con quanto dichiarato ieri dall'ex responsabile per l'economia del Pd Stefano Fassina.

E anche perché due ministri del nuovo governo, quello allo Sviluppo Flavio Zanonato e quello agli Affari regionali Graziano Delrio, sollecitano la possibilità di sfilare dal patto la spesa per investimenti produttivi.

In attesa della conferenza stampa Merkel-Letta, fissata per le 18,00, gli alleati della cancelliera fanno capire quanto poco gradita sia in Germania l'idea di dare più tempo agli italiani cedendo a Berlusconi quanto da lui preteso nel 2011 in cambio dell'acquisto di titoli di Stato italiani da parte della Banca centrale europea in piena bufera finanziaria.

Il parlamentare Norbert Barthle ha detto a Reuters che Letta si dovrebbe dimostrare "un partner affidabile in Europa".

"Non è certamente il momento per programmi di stimolo alla crescita finanziati con il debito", ha detto Barthle, membro della commissione Bilancio della Camera. "Non vedo ragioni per rinegoziare adesso il patto di stabilità e crescita".

Michael Meister, numero due dei conservatori al Bundestag, ha detto a Reuters che "conti pubblici in ordine sono fondamentali per una crescita sostenibile" e di ritenere che "ogni allentamento sia sbagliato".

- hanno collaborato Giuseppe Fonte e Roberto Landucci da Roma e Stephen Brown da Berlino

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