30 aprile 2013 / 15:03 / 4 anni fa

PUNTO 1 - Pdl e parte Pd per aumento deficit, primi no da governo

* Berlusconi: abolire Imu, ridiscutere con Ue target deficit

* Bonino esclude margini sui saldi del 2013

* Franceschini: sospensione Imu entro pochi giorni (Accorpa pezzi e aggiunge contesto)

di Roberto Landucci e Giuseppe Fonte

ROMA, 30 aprile (Reuters) - Pdl e parte del Pd insistono nel chiedere al nuovo governo di negoziare con la Commissione europea un aumento del deficit, già da quest'anno.

Per ora i ministri di Enrico Letta ribadiscono l'impegno a mantenere nel 2013 l'indebitamento entro il 2,9% del Pil, salvaguardando l'uscita dell'Italia dalla procedura per deficit eccessivo.

"Dobbiamo andare in Europa a trattare. Con la crisi recessiva, provocata anche dalle misure indicate dall'Europa, bisogna ridiscutere gli impegni che avevamo assunto", ha detto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi.

Anche nel Pd c'è chi vuole maglie più larghe nella politica di bilancio. Secondo il responsabile economico uscente del partito, Stefano Fassina, una ulteriore manovra "non è sostenibile" e l'Italia deve rivedere gli obiettivi di finanza pubblica seguendo l'esempio di Francia e Spagna.

"L'Italia non può rinegoziare" l'obiettivo del 2,9%, ha però detto oggi il ministro degli Esteri ed ex commissario europeo Emma Bonino.

Piuttosto, il governo punta a trattare una "deroga per gli investimenti produttivi", aggiunge il titolare degli Affari regionali, Graziano Delrio, riferendosi a una qualche forma di golden rule.

Mantenendo i saldi invariati, Letta dovrebbe fare una manovra di oltre 10 miliardi per garantire adeguata copertura a tutti i provvedimenti presentati ieri come "necessari nel breve periodo". [IDI:nL6N0DG41W]

FRANCESCHINI: ENTRO "POCHI GIORNI" SOSPENSIONE IMU

Il primo atto dell'esecutivo sarà un provvedimento d'urgenza per sospendere la prima rata dell'Imu sulla prima casa, che i contribuenti devono versare a giugno.

Il governo agirà "entro pochi giorni", assicura il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini.

La sospensione dell'Imu peggiorerà temporaneamente il fabbisogno, ma non avrà un impatto immediato sul bilancio di competenza, valido ai fini del Trattato di Maastricht.

La mossa di Letta serve a prendere tempo, in attesa di negoziare con i partiti una soluzione per "superare l'attuale sistema di tassazione sulla prima casa", che vale 4 miliardi l'anno.

"Sono fiducioso sia sull'abrogazione per il futuro dell'Imu che sulla restituzione [della quota pagata nel 2012]. Non potremmo essere parte di un governo che non attuasse queste misure e non lo sosterremmo dall'esterno se non lo facesse", ha ribadito Berlusconi.

Pd e Scelta civica preferirebbero modificare l'Imu per renderla più progressiva e indicano nel lavoro la vera priorità cui destinare le risorse disponibili a bilancio.

I (POCHI) MARGINI SUL BILANCIO

L'Italia ha già alzato il deficit 2013 di 0,5 punti di Pil, dal 2,4 al 2,9%, un soffio sotto il limite invalicabile del 3%.

Il margine in più sul bilancio ha permesso di avviare la liquidazione dei debiti commerciali accumulati negli anni dalla pubblica amministrazione, 90-91 miliardi secondo la Banca d'Italia.

L'Europa ha concesso all'Italia di aumentare l'indebitamento solo per far emergere spesa pubblica già fatta, non per fare nuova spesa pubblica.

Non solo. Modificare il saldo del 2013 potrebbe compromettere l'intero quadro di finanza pubblica ereditato da Monti, che già ora rispetta sul filo di lana il Fiscal compact.

Il rafforzato Patto di stabilità europeo obbliga l'Italia a ridurre l'eccedenza del rapporto debito-Pil rispetto al 60% di un ventesimo l'anno nei tre anni che terminano con quello di valutazione (prospettiva backward-looking).

In alternativa, il governo deve garantire la riduzione nel triennio che comprende i due anni successivi all'ultimo anno per cui sono disponibili i dati (prospettiva forward-looking).

Per l'Italia il primo anno di valutazione dovrebbe essere il 2016 e, secondo quanto emerge dal Def, gli obiettivi di debito soddisfano il Fiscal compact solo nella prospettiva forward-looking.

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