30 aprile 2013 / 09:38 / 4 anni fa

Salvataggio banche, proteggere risparmiatori da future crisi - Ue

BRUXELLES, 30 aprile (Reuters) - I titolari di depositi dovrebbero essere gli ultimi a essere coinvolti nei costi di salvataggio in caso di fallimento di un istituto bancario. Lo dice il testo - di cui Reuters ha preso visione ieri sera - di una proposta attualmente discussa a livello di Unione europea.

Si tratterebbe di salvare i risparmiatori dal tipo di perdite in cui sono incorsi i correntisti ciprioti, coinvolti nella crisi bancaria che ha portato Nicosia a chiedere gli aiuti finanziari internazionali.

L'idea nasce in un momento in cui si sta studiando un testo di legge a livello di Unione europea che potrebbe trasformare in schema permanente per le future crisi bancarie il modello cipriota - in cui i correntisti più abbienti hanno subito perdite davvero ingenti.

Molti funzionari Ue temono che un simile modello potrebbe creare tra i risparmiatori nervosismo se non addirittura panico, innescando una fuga di capitali.

Nel testo visto da Reuters, che definisce il processo di 'bail in' e altri provvedimenti da utilizzare in caso di difficoltà degli istituti di credito, si consiglia di mettere i titolari di conti correnti dopo tutte le categorie di obbligazionisti nel caso di condivisione dei costi di futuri collassi bancari.

Se è già noto che i piccoli risparmiatori, con un conto inferiore a 100.000 euro, saranno in ogni caso tutelati, si pensa di concedere alcune eccezioni nazionali ai correntisti più abbienti.

L'obiettivo di un simile compromesso a livello Ue è quello di contribuire a ricreare il clima di fiducia incrinato dalla crisi bancaria cipriota.

Sia il Fondo monetario internazionale sia la Banca centrale europea sono propensi a un trattamento più favorevole [a quello dell'isola mediterranea] per i titolari di depositi superiori a 100.000 euro con la nuova normativa che potrebbe entrare a regime nel 2015.

Dello stesso parere è l'Irlanda, cui fa attualmente capo la presidenza Ue per il semestre che si chiude a fine giugno, in vista del consiglio Ecofin di maggio.

"Non significa che [i titolari di depositi superiori a 100.000 euro] verrebbero esclusi dal 'bail in', ma verrebbero coinvolti soltanto in ultima istanza, una volta che altri creditori si sono accollati il massimo dei costi", si legge nel documento Ue datato 29 aprile.

Resterebbe però da convincere Berlino, riferiscono fonti diplomatiche, precsiando che finora la Germania si è sempre detta contraria a qualsiasi ammorbidimento.

I politici si sono sforzati di persuadere l'opinione pubblica che il caso cipriota costituisce un'una-tantum ma, a parere di molti osservatori, ha segnato un chiaro punto di svolta mirato a esonerare i contribuenti dai costi di salvataggio.

"Dopo Cipro, molti Paesi chiedono più chiarezza", dice uno dei funzionari coinvolti nel dossier.

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