April 30, 2013 / 8:33 AM / 4 years ago

Governo, oggi Letta alla prova del Senato, poi vola a Berlino

3 IN. DI LETTURA

ROMA, 30 aprile (Reuters) - Dopo aver incassato ieri sera la fiducia della Camera, con 453 voti a favore e 153 contro, il premier Enrico Letta partecipa questa mattina al dibattito in Senato, dove il voto è atteso dalle 13 in poi.

Scontato il sostegno anche della Camera alta, dove Pd, Pdl e Scelta civica godono di un'ampia maggioranza.

Questo pomeriggio, poi, il vice segretario del Pd volerà a Berlino per incontrare la cancelliera Angela Merkel, mentre giovedì sarà a Bruxelles per una riunione col presidente della Commissione europea José Manuel Barroso.

In mattinata, intanto, Letta ha ricevuto a Palazzo Chigi il presidente israeliano Shimon Peres, con cui ha discusso della crisi in Siria e del processo di pace con i palestinesi, passando per la questione del nucleare iraniano, informa una nota del governo.

Ieri, nel discorso alla Camera, Letta ha illustrato numerose misure di stimolo all'economia tra cui una revisione dell'Imu, lo stop all'aumento dell'Iva e il rifinanziamento della Cig in deroga che dovranno essere perseguite nel rispetto dei vincoli Ue sul bilancio.

Nel suo discorso di quasi un'ora il nuovo presidente del Consiglio ha però dedicato poco spazio agli interventi di copertura finanziaria necessari per non sforare il limite sul deficit: una eventuale abolizione dell'Imu sulla prima casa quest'anno vale 4 miliardi, l'Iva circa 2 e la Cig in deroga non meno di 1.

"Il mantenimento degli impegni presi con il Documento di Economia e Finanza è necessario ad uscire, quanto prima, dalla procedura di disavanzo eccessivo e per recuperare margini di manovra all'interno dei vincoli europei", ha detto comunque il neo-premier.

"Nelle sedi europee e internazionali l'Italia si impegnerà poi per individuare strategie per ravvivare la crescita senza compromettere il processo di risanamento della finanza pubblica".

Infine, Letta ha datto al Parlamento un anno e mezzo di tempo per far avanzare le riforme istituzionali, pena le sue stesse dimissioni: "Fra 18 mesi verificherò se il progetto è avviato verso un porto sicuro. Se veti e incertezze continueranno a impantanare tutto non avrei esitazioni a trarne le conseguenze".

Il primo atto dell'esecutivo, intanto, sarà l'eliminazione dello stipendio dei ministri parlamentari in aggiunta all'indennità.

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