April 29, 2013 / 1:13 PM / 4 years ago

Banche, qualità credito continua a peggiorare - Bankitalia

4 IN. DI LETTURA

*  Liquidità a breve vulnerabile a crisi debito, declassamenti

*  Titoli di Stato Italia sono il 44% del portafoglio titoli

ROMA, 29 aprile (Reuters) - La qualità del credito delle banche italiane continua a peggiorare anche per effetto di una contrazione dell'economia superiore alle previsioni e non si vede ancora il punto di svolta, secondo l'ultimo rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria della Banca d'Italia.

"L'indice basato sul passaggio dei prestiti alle imprese tra le diverse categorie utilizzate dalle banche a fini gestionali è ancora peggiorato; sono aumentate sia la probabilità di ingresso in sofferenza entro un anno, sia la quota dei prestiti a debitori in temporanea difficoltà", si legge nel documento.

A dicembre dello scorso anno il tasso di copertura (pari al rapporto tra consistenza delle rettifiche e ammontare delle esposizioni deteriorate lorde) si attestava al 38,8%, circa due punti in più rispetto a settembre; per le sofferenze la copertura si attestava al 54,6% (54,1 in settembre).

"L'aumento riflette l'azione avviata dalla Banca d'Italia sulla qualità degli attivi bancari al fine di verificare l'adeguatezza dei tassi di copertura", dice il rapporto.

Se calcolati con criteri analoghi a quelli utilizzati da primari intermediari internazionali, i prestiti deteriorati delle banche italiane in rapporto ai finanziamenti complessivi risulterebbero inferiori a quelli desumibili dai dati di bilancio. Il tasso di copertura dei crediti deteriorati sarebbe inoltre più elevato di quello che si riscontra nella media di un campione di grandi banche europee, e crescente nel tempo.

La Liquidita' a Breve

Secondo la Banca d'Italia, nonostante l'ampliamento degli attivi prontamente liquidabili, la riduzione del funding gap e la solidità sinora dimostrata dal comparto della raccolta al dettaglio, "la posizione di liquidità a breve termine del sistema bancario italiano rimane vulnerabile a un eventuale riacutizzarsi della crisi del debito sovrano e a un declassamento dei titoli pubblici e bancari".

Il valore dei titoli di Stato di proprietà delle banche italiane a gennaio di quest'anno rappresentava il 44% del portafoglio titoli e il 9% dell'attivo totale.

Alla fine di febbraio le banche sarebbero state in grado di attingere al credito ottenuto dall'Eurosistema, ove necessario, per ulteriori 302 miliardi.

Attualmente, spiega Bankitalia, ai titoli del settore statale italiano sono applicati gli haircuts previsti per i titoli di categoria pari o superiore ad A.

"Si stima che qualora il rating scendesse al di sotto di A- l'aumento degli haircuts determinerebbe una diminuzione di valore rispettivamente pari a circa 30 e 9 miliardi per il collateral pool e per le garanzie non incluse nel pool", dicono gli economisti di via Nazionale.

"Qualora il rating delle banche e dei prodotti strutturati da queste emessi (asset-backed security e covered bond) venisse abbassato di un livello, il valore delle garanzie del pool subirebbe un'ulteriore contrazione pari a circa 6 miliardi".

Bankitalia osserva che il collocamento dei titoli pubblici continua a svolgersi con regolarità, in linea con il programma di emissione del Tesoro.

"I rendimenti all'emissione sono tornati a scendere in aprile. I dati più recenti segnalano consistenti afflussi di capitale in Italia, suggerendo che gli acquisti di titoli pubblici da parte di investitori esteri starebbero proseguendo".

(Giselda Vagnoni)

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