Italia, recessione prosegue ma migliorano conti pubblici-Bankitalia

lunedì 29 aprile 2013 15:12
 

ROMA, 29 aprile (Reuters) - In Italia prosegue la recessione dell'economia, che crea rischi per la stabilità finanziaria, ma si osservano miglioramenti nei conti pubblici che consentiranno, tra l'altro, la chiusura della procedura di infrazione europea per deficit eccessivo.

E' quanto osserva la Banca d'Italia nel rapporto sulla stabilità finanziaria.

"In Italia i rischi per la stabilità finanziaria sono connessi con la contrazione dell'attività economica. Segnali positivi derivano dai progressi conseguiti nel campo della finanza pubblica - che rendono possibile l'abrogazione della Procedura per i disavanzi eccessivi da parte delle istituzioni europee - e dal miglioramento del saldo corrente della bilancia dei pagamenti, tornato positivo per la tenuta delle esportazioni, oltre che per il calo delle importazioni", si legge nella sintesi del Rapporto.

L'Italia si aspetta che la Commissione Ue chiuda a maggio la procedura per deficit eccessivo. La procedura scatta quando un Paese Ue supera il 3% del deficit/Pil. Il governo ha previsto nel Def un indebitamento sul Pil al 2,9% nel 2013 e all'1,8% nel 2014.

Il reddito delle famiglie è in calo ma questo le induce a ridurre le attività finanziarie e l'indebitamento, scrive la Banca d'Italia, secondo cui "ad alleviare le difficoltà finanziarie dei nuclei familiari indebitati contribuisce la diminuzione dell'onere per il servizio del debito, dovuta alla moratoria sui mutui, al calo dei tassi di interesse a breve termine (cui sono indicizzati oltre i due terzi dei mutui immobiliari) e alla diffusione di forme contrattuali flessibili, che consentono ai mutuatari di modificare l'importo della rata senza costi addizionali".

Anche le imprese risentono del ciclo negativo per l'accumulo di crediti commerciali nei confronti delle Amministrazioni pubbliche, oltre che la difficoltà di reperire finanziamenti.

"Benefici potranno derivare da una rapida attuazione del recente provvedimento sul pagamento di una prima parte dei debiti commerciali del settore pubblico", aggiunge il Rapporto.

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