April 28, 2013 / 8:58 AM / 4 years ago

PROFILO-Saccomanni, il braccio destro di Draghi all'Economia

4 IN. DI LETTURA

* A Repubblica dice con meno spese e meno tasse spread sotto 100

* Tre giorni fa Berlusconi ne aveva liquidato la candidatura

* Destra e sinistra vogliono rinegoziare obiettivi bilancio Italia

di Giselda Vagnoni

ROMA, 28 aprile (Reuters) - Fabrizio Saccomanni, che oggi giurerà come ministro dell'Economia del governo sinistra-destra di Enrico Letta, è il numero due della Banca d'Italia dove è stato vice anche di Mario Draghi.

Era stato proprio l'attuale presidente della Banca centrale europea ad aver voluto a palazzo Koch Saccomanni, 70 anni, come direttore generale al momento della sua nomina a governatore di Bankitalia nel 2006.

Insieme avevano condiviso alcuni anni cruciali a Londra dove Draghi era stato Managing Director di Goldman Sachs e Saccomanni vice presidente della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Insieme avrebbero condiviso i difficili anni della ristrutturazione della banca centrale dopo la bufera giudiziaria che aveva costretto alle dimissioni Antonio Fazio.

Quando nel 2011 viene nominato a Francoforte, Draghi indica Saccomanni come suo successore sfidando la candidatura di Vittorio Grilli, sostenuto dall'allora ministro dell'Economia del Pdl Giulio Tremonti, e quella del rappresentante italiano uscente del comitato esecutivo della Bce Lorenzo Bini Smaghi.

I veti incrociati spianano la strada al vice direttore generale Ignazio Visco e Saccomanni resta numero due fino ad oggi, quando con il Giuramento del governo al Quirinale assumerà la responsabilità di guidare l'Italia fuori dalla recessione più lunga degli ultimi 20 anni da via XX Settembre.

Secondo un colloquio riportato oggi da La Repubblica, il neo ministro punta a meno spesa e meno tasse per spingere la crescita e far calare il differenziale tra i tassi di interesse sui titoli di Stato italiani e quelli tedeschi dall'attuale livello poco sotto quota 300 "a 100 e anche meno".

"Ci vuole un contenimento della pressione fiscale per poter far calare il differenziale dei tassi. Si può dare un sostegno alle aziende e alle fasce deboli attraverso una ricomposizione del bilancio pubblico", ha detto Saccomanni secondo il quotidiano.

Serve "un grande patto per l'Italia tra banche, imprese e consumatori. E' necessario rimuovere quel fattore di incertezza psicologica che ferma gli investimenti, blocca la spesa delle famiglie e alimenta la recessione".

Considerato per anni il ministro degi Esteri di palazzo Koch, inglese fluente e carattere amabile, Saccomanni avrà anche il compito di rappresentare in sede Ecofin un'Italia stretta tra il rigore sui conti pubblici che frena l'economia e misure per la crescita che rischiano di compromettere l'equilibrio di bilancio faticosamente raggiunto dal governo di Mario Monti.

Letta ha già detto chiaramente che un'Europa in crescita "sarà una delle sue ossessioni" e sia il centrodestra sia il centrosinistra chiedono di rinegoziare con Bruxelles gli obiettivi di finanza pubblica dell'Italia per concedere maggiore spazio a misure di stimolo dell'economia.

Saccomanni gestirà la politica economica basandosi sull'esperienza accumulata in 46 anni di carriera in Banca d'Italia e sul forte rapporto personale con Draghi, ma senza un partito a coprirgli le spalle quando arriverà il momento delle scelte impopolari.

"Saccomanni all'Economia? No: abbiamo già dato con i tecnici", commentava solo tre giorni fa Silvio Berlusconi.

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