24 aprile 2013 / 14:09 / 4 anni fa

PUNTO 1-Enrico Letta presidente del Consiglio incaricato

* Vice segretario del Pd avvia consultazioni domani

* Priorità sono lavoro, riforme istituzionali, cambio politiche Ue

* Pdl pone condizione soppressione Imu prima casa

* Napolitano avvisa che non ci sono alternative (Accorpa pezzi, aggiunge contesto)

di Giselda Vagnoni e Alberto Sisto

ROMA, 24 aprile (Reuters) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito a Enrico Letta, vice segretario del Partito democratico, l'incarico per la formazione di un nuovo governo di larghe intese nel tentativo di sbloccare lo stallo seguito alle elezioni del 24 e 25 febbraio.

L'ex presidente dei giovani democristiani europei, classe 1966, ha accettato "con riserva" e annunciato che avvierà le consultazioni a partire da domani.

Il giuramento potrebbe arrivare tra venerdì e sabato e la fiducia delle Camere nei primi giorni della prossima settimana.

Nei suoi primi commenti da presidente del Consiglio incaricato Letta ha ringraziato "gli altri due toscani" che erano in lizza per palazzo Chigi: il sindaco di Firenze Matteo Renzi e l'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato.

"Li stimo profondamente", ha detto Letta aggiungendo di voler trovare con loro "le modalità migliori per parlare al Paese".

Dopo che in mattinata si erano diffuse le prime indiscrezioni su un incarico a breve al discepolo di Beniamino Andreatta e nipote di Gianni Letta - sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di Silvio Berlusconi - all'ora di pranzo ha parlato Napolitano.

"Si è aperta la sola prospettiva possibile, di larga convergenza tra forze politiche che possono assicurare al governo la maggioranza in entrambe le Camere", ha detto il Capo dello Stato ai giornalisti al Quirinale.

"Ho piena fiducia nello sforzo di Enrico Letta e confido nel suo successo indispensabile perchè la prospettiva che si è aperta non ha alternative".

Al governo dell'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio e ministro dell'Industria hanno assicurato il proprio appoggio oltre al Pd anche il Pdl di Silvio Berlusconi e Scelta civica di Mario Monti. Potrebbero non chiudere la porta Lega Nord e Fratelli d'Italia. Contrario il Movimento 5 stelle e Sinistra ecologia e libertà che rompe a 58 giorni dal voto l'alleanza elettorale con il Pd.

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SITUAZIONE "FRAGILE E INEDITA"

"Domani svolgerò le consultazioni alla Camera con tutte le forze politiche e spero di tornare dal Presidente della Repubblica per sciogliere la riserva nel più breve tempo possibile", ha detto Letta. "Mi appello alla responsabilità di tutte le forze politiche in Parlamento".

Nonostante il forte sostegno alla nascita del governo di Napolitano, che ha minacciato le dimissioni in caso di fallimento della grande coalizione, Letta ha ammesso che si tratta di un compito "difficile e complesso" da svolgere in una situazione "fragile e inedita".

Le elezioni hanno consegnato un Parlamento con tre minoranze di blocco in cui il Pd ha la maggioranza della Camera e non del Senato. Una delle tre maggiori formazioni è il M5s di Beppe Grillo che finora ha escluso appoggi a governi di altri partiti.

La vittoria mutilata del Pd ha accentuato le divisioni all'interno del partito che hanno portato all'affossamento delle candidatura di Franco Marini e Romano Prodi al Quirinale e all'azzeramento dei vertici. Le resistenze nei confronti di un governo con l'arci rivale Berlusconi sono ancora forti.

Il Pil è stimato quest'anno a -1,3% dopo il -2,4% dello scorso e la disoccupazione al 12% nel 2014 dall'8% del 2011.

L'insofferenza verso la camicia di forza del rigore della finanza pubblica aumenta.

Quando l'incarico a Letta era ancora probabile ma non ufficiale, il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta, ha dichiarato a Reuters che una delle condizioni per la nascita del governo è l'abolizione dell'imposta sulla prima casa e la restituzione della quota versata nel 2012: una posta da 4 miliardi che farebbe saltare l'equilibrio strutturale dei conti pubblici faticosamente conquistato da Monti.

"Il primo impegno è dare risposte all'emergenza del lavoro e della povertà", ha detto Letta al Quirinale.

Occorre anche "cambiare la barra delle politiche europee troppo attente all'austerità", ha aggiunto Letta che è stato anche europarlamentare e ministro per le Politiche comunitarie.

Per ridare credibilità alla politica Letta si propone di riformare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari e modificare il bicameralismo perfetto.

"Dobbiamo costruire un programma con scopi molto precisi. Alcuni li avete sentiti, altri ne voglio aggiungere come la moralizzazione del Paese", ha detto Letta.

Per poi avvertire, tuttavia, che "il governo non nascerà a tutti i costi ma solo se ci saranno le condizioni".

- hanno collaborato Paolo Biondi, Roberto Landucci, Francesca Piscioneri

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