Governo, attesa dopo consultazioni Quirinale, Pd si affida a Napolitano

martedì 23 aprile 2013 20:28
 

ROMA, 23 aprile (Reuters) - Si è conclusa al Quirinale la giornata di rapide consultazioni volute dal presidente della Repubblica in vista della formazione del nuovo governo.

Il Pdl ha chiesto un esecutivo di larghe intese e il Pd si è affidato alla scelta di Giorgio Napolitano annunciata ieri in Parlamento, pur con qualche mal di pancia interno.

Il capo dello Stato, che deciderà domani sull'incarico - come ha detto il vice segretario del Pd Enrico Letta al termine dell'incontro al Colle - ha visto oggi prima i presidenti di Camera e Senato, poi i rappresentanti di tutti i partiti, all'indomani del discorso di insediamento con cui ieri ha strigliato le forze politiche accusandole di irresponsabilità per non essere riuscite a raggiungere un accordo sul governo in due mesi.

La delegazione del Pd, ultima ad uscire dai colloqui, ha detto di essere disponibile a concorrere al governo che ieri lo stesso Napolitano ha delineato e ha messo l'accento sulla lotta alla crisi economica e sull'impegno per il rinnovamento della politica e le riforme costituzionali.

Il Pdl, con Silvio Berlusconi, ha chiesto un governo "forte e duraturo", che possa prendere "provvedimenti importanti".

Dai colloqui è emerso invece che sono decisamente contrari a un governo di larghe intese il Movimento 5 stelle e Sel, i quali comunque valuteranno caso per caso i provvedimenti. Roberto Maroni, leader della Lega Nord, ha spiegato di non volere un esecutivo guidato dall'ex presidente del Consiglio di centrosinistra Giuliano Amato o dal premier uscente Mario Monti, aggiungendo poi che il Carroccio resta all'opposizione.

Il capo dello Stato, secondo fonti del Quirinale, farà sapere le sue decisioni nella tarda mattinata di domani. Oggi sono circolate ipotesi secondo le quali il nuovo governo giurerà il 25 aprile, data-simbolo perché ricorre l'anniversario della Liberazione. Entro il fine settimana, poi, è prevedibile che il Parlamento voterà la fiducia al nuovo governo.

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