22 marzo 2013 / 14:32 / 5 anni fa

PUNTO 1-Governo, Napolitano convoca Bersani

* Il leader del Pd convocato al Quirinale alle 17,00

* Bersani vuole tentare di formare nuovo governo

* Per il 60% degli italiani non otterrà la fiducia

* La Lega non ha pregiudiziali - Bitonci (Riscrive dopo convocazione Quirinale)

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA, 22 marzo (Reuters) - Dopo due giorni di consultazioni con i partiti e le cariche istituzionali, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha convocato per le 17,00 il segretario del Pd e leader del centrosinistra, Pier Luigi Bersani.

Bersani ha detto di essere pronto a tentare di costituire il futuro esecutivo malgrado non sia ancora emersa a suo favore una chiara maggioranza in entrambi i rami del Parlamento.

Il capo dei democratici, che finora ha escluso di poter governare insieme al Pdl di Silvio Berlusconi, ha parlato ieri sera, a sopresa, di un governo “di cambiamento” e “aperto a tutti i parlamentari”.

Il leader Pd ha tuttavia sottolineato come il via libera del Pdl ad alcuni punti del suo programma, come una nuova legge sul conflitto d‘interessi o provvedimenti contro la corruzione. “sarebbe una singolare via di Damasco”.

La strada del leader del primo partito per numero di voti alle ultime elezioni è dunque molto stretta, perché pur avendo una maggioranza piena alla Camera non ha alcuna certezza di ottenere la fiducia al Senato.

Secondo un sondaggio realizzato dall‘istituto Swg per la trasmissione di Rai3 Agorà, oggi il 60% degli italiani pensa che Bersani non otterrà la fiducia mentre il suo rivale nel Pd, Matteo Renzi, appare come il leader politico del quale gli italiani hanno più fiducia.

LA LEGA NON HA PREGIUDIZIALI

“Il presidente Napolitano nell‘incontro di ieri non ha fatto trapelare le sue intenzioni”, ha detto a Radio Anch‘io Luigi Zanda, capogruppo Pd del Senato.

“Serve un governo politico e di cambiamento e per me con il Pdl questo cambiamento non ci sarebbe”, ha aggiunto.

Ieri il Movimento Cinque Stelle è tornato a bocciare l‘ipotesi di un sostegno a Bersani, che avrebbe bisogno dei voti di Scelta Civica di Mario Monti e di un‘altra ventina di senatori per superare lo scoglio.

Ragione questa per cui negli ultimi due giorni si è affacciata l‘ipotesi di un governo guidato dal nuovo presidente del Senato Pietro Grasso, eletto nelle fila del Pd ma apprezzato da tutti gli schieramenti per il suo lavoro come procuratore a Palermo e poi come capo della Direzione nazionale antimafia.

Grasso, seconda carica dello Stato, avrebbe un ruolo di garanzia, ma non i voti del M5s che ieri ha escluso di poterlo appoggiare.

Bersani ieri ha anche prospettato corpose modifiche costituzionali per ridurre il numero dei parlamentari, modificare la legge elettorale e creare un “Senato delle autonomie”.

Quest‘ultima proposta è stata vista da alcuni come una apertura alla Lega che nei giorni scorsi ha fatto capire di puntare al prosieguo della legislatura.

“Da parte nostra non ci sono pregiudiziali. Sulla riduzione del numero dei parlamentari, sul taglio delle indennità, sull‘allentamento del patto di stabilità interno noi siamo d‘accordo su tutto. Ci presenti un programma serio”, ha detto il capogruppo del Carroccio al Senato Massimo Bitonci a Radio Anch‘io stamattina.

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