22 marzo 2013 / 09:19 / 5 anni fa

Governo, attesa per decisione Napolitano, Bersani pronto a tentare

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA, 22 marzo (Reuters) - Dopo due giorni di consultazioni con i partiti e le cariche istituzionali, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano annuncerà oggi le proprie decisioni sulla formazione del nuovo governo, col leader del Pd Pier Luigi Bersani pronto a tentare la strada di un esecutivo “di cambiamento” aperto a tutti i parlamentari.

Ieri sera, dopo un incontro di oltre un‘ora con il candidato premier del centrosinistra, Napolitano ha dato appuntamento a oggi, chiarendo di dover “riordinare gli appunti e le idee per vedere quali decisioni prendere”, ma dal Quirinale non sono ancora venute indicazioni sul timing del pronunciamento del capo dello Stato.

Bersani, per parte sua, ha mantenuto ferma l‘intenzione di presentare un proprio governo al Parlamento. “Il mio partito sente di avere una responsabilità da esercitare”, ha detto ai giornalisti al termine dell‘incontro col presidente. “Penso e spero di poter dare una mano a questa soluzione”.

“Una soluzione non qualsiasi”, ha precisato Bersani, che nei giorni scorsi ha sempre escluso un‘intesa col Pdl, e che ieri però ha spiegato che intende rivolgersi “a tutti i parlamentari”, dunque anche al centrodestra.

Ma il leader Pd ha ammesso di dubitare che il partito dell‘ex premier Silvio Berlusconi possa sostenere alcuni punti del suo programma, come una nuova legge sul conflitto d‘interessi o provvedimenti contro la corruzione. “Sarebbe una singolare via di Damasco”, ha chiosato Bersani.

La strada del leader del primo partito per numero di voti alle ultime elezioni è dunque molto stretta, perché pur avendo una maggioranza piena alla Camera non ha alcuna certezza di ottenere la fiducia al Senato.

60% ITALIANI PENSANO CHE TENTATIVO BERSANI FALLIRA’

Secondo un sondaggio Agorà pubblicato oggi il 60% degli italiani pensa che Bersani non otterrà la fiducia.

“Il presidente Napolitano nell‘incontro di ieri non ha fatto trapelare le sue intenzioni”, ha detto a Radio Anch‘io Luigi Zanda, capogruppo Pd del Senato.

“Serve un governo politico e di cambiamento e per me con il Pdl questo cambiamento non ci sarebbe”, ha aggiunto.

Ieri il Movimento Cinque Stelle è tornato a bocciare l‘ipotesi di un sostegno a Bersani, che avrebbe bisogno dei voti di Scelta Civica e di un‘altra ventina di senatori per superare lo scoglio.

Ragione questa per cui negli ultimi due giorni si è affacciata l‘ipotesi di un governo guidato dal nuovo presidente del Senato Pietro Grasso, eletto nelle fila del Pd ma apprezzato da tutti gli schieramenti per il suo lavoro come procuratore a Palermo e poi come capo della Direzione nazionale antimafia.

Grasso, seconda carica dello Stato, avrebbe un ruolo di garanzia, ma non i voti del M5s che ieri ha escluso di poterlo appoggiare.

Bersani ieri ha anche prospettato corpose modifiche costituzionali per ridurre il numero dei parlamentari, modificare la legge elettorale e creare un “Senato delle autonomie”.

Quest‘ultima proposta è stata vista da alcuni come una apertura alla Lega che nei giorni scorsi ha fatto capire di puntare al prosieguo della legislatura.

“Da parte nostra non ci sono pregiudiziali. Sulla riduzione del numero dei parlamentari, sul taglio delle indennità, sull‘allentamento del patto di stabilità interno noi siamo d‘accordo su tutto. Ci presenti un programma serio”, ha detto il capogruppo del Carroccio al Senato Massimo Bitonci a Radio Anch‘io stamattina.

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