21 marzo 2013 / 12:27 / 5 anni fa

PUNTO 3 - Italia alza deficit 2013 a 2,9% per pagare debiti Pa

* Governo vuole liquidare 20 mld in 2013, altri 20 in 2014

* Deficit 2014 dovrebbe attestarsi all‘1,7% del Pil

* Tesoro peggiora Pil 2013 a -1,3%, alza 2014 a +1,3%

* Serve voto Camere per procedere con un decreto legge (Aggiunge analisti al quarto e al quinto paragrafo)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 21 marzo (Reuters) - L‘Italia alza al 2,9% l‘obiettivo di deficit in rapporto al Pil del 2013 per avviare la liquidazione dei crediti commerciali vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione e dare spinta ad una economia anemica.

Forte dei margini di flessibilità sul bilancio concessi dall‘Europa, il Consiglio dei ministri annuncia di voler varare nelle prossime settimane un decreto legge che porterà a liquidare 20 miliardi di fatture pregresse nel 2013 e altri 20 miliardi nel 2014 a fronte di uno stock valutato dalla Banca d‘Italia in 70-80 miliardi a fine 2011.

“Il percorso della credibilità di un Paese e di un governo non è facile, ma se si riesce a percorrerlo ci si trova poi in buona condizione e questo è un lascito che noi vogliamo trasmettere al governo che ci seguirà”, ha detto il presidente del Consiglio uscente, Mario Monti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Parte del maggior deficit rispetto alle ultime stime di settembre riflette il persistere della crisi economica. Il ministero dell‘Economia ha portato a -1,3% da -0,2% la stima sul Pil nel 2013 e a +1,3% da +1,1% la stima del 2014.

La nuova previsione 2013 è più pessimistica del -1% indicato da Commissione europea, Fondo monetario internazionale e Ocse ma più ottimistica rispetto alle più recenti stime di Fitch (-1,8%), Barclays e IHS Global Insight (-1,7%).

“Penso che per l‘Italia sarà difficile mantenere il deficit sotto il 3% nel 2013”, dice Ray Badiani di IHS Global Insight.

MARGINE 0,5 PUNTI SU DEFICIT DOVREBBE ESSERE LIMITATO A 2013

Il deficit tendenziale, cioè a politiche invariate, dovrebbe attestarsi al 2,4% del Pil nel 2013 (da 1,8%) e all‘1,7% nel 2014 (da 1,5%).

“In questo scenario, la nostra proposta è di aumentare il nostro debito di 20 miliardi nel 2013 e nel 2014 e il nostro deficit di 0,5 punti nel 2013 rispetto alle nostre indicazioni”, ha detto il ministro dell‘Economia, Vittorio Grilli, indicando un target per quest‘anno del 2,9%, poco sotto la soglia massima del 3% concessa dall‘Europa.

Il nuovo quadro di bilancio si basa sul fatto che i debiti da liquidare fanno riferimento a due categorie di spesa: corrente e in conto capitale.

Le spese correnti sono già state contabilizzate nel deficit (bilancio di competenza) ma non nel debito (bilancio per cassa). Invece le spese in conto capitale, ha spiegato Grilli, vengono contabilizzate “soltanto al momento dell‘esborso, quindi questi debiti pregressi” hanno impatto sia sul debito sia sul deficit.

“I 20 miliardi del 2013 sono comprensivi delle spese in conto capitale e, per il resto, delle spese correnti. Il 2014 contiene soltanto spese correnti perché speriamo che tutte le spese in conto capitale vengano effettuate quest‘anno”, ha aggiunto Grilli chiarendo perché il margine di 0,5 punti si dovrebbe applicare solo al deficit del 2013.

Inoltre, una parte minoritaria del maggior deficit di quest‘anno servirà per ampliare la capacità di investimenti cofinanziati dall‘Europa che altrimenti andrebbero persi.

DECRETO LEGGE DOPO VOTO CAMERE A RELAZIONE

Grilli spera che l‘iniezione di liquidità stimoli la congiuntura compensando almeno in parte il peggioramento dei saldi: “Noi riteniamo che una misura di questo tipo sia molto importante per l‘economia”.

I tempi non sono comunque così brevi perché la liquidazione delle fatture è un processo che, per partire, richiede due stadi.

Il primo è ottenere il via libera delle Camere alla relazione di aggiornamento degli obiettivi, stando a quanto prevede il nuovo articolo 81 della Costituzione. Per velocizzare l‘esame, la presidente della Camera Laura Boldrini ha annunciato che favorirà la costituzione di una commissione speciale visto che le commissioni parlamentari non si sono ancora formate. Il secondo passaggio è il varo di un decreto legge.

L‘azione del governo si articolerà in quattro mosse: deroga alle spese del 2013 per i cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali comunitari; allentamento del patto di stabilità interno per Regioni, province e comuni e istituzione di fondi rotativi per assicurare la liquidità agli enti territoriali; anticipazioni di cassa per i debiti del comparto sanitario; utilizzo delle giacenze di tesoreria per i rimborsi fiscali pregressi a carico dello Stato.

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