M5S, chiusura a Pd è dispetto a Paese,ne risponderà a elettori-Fassina

lunedì 11 marzo 2013 08:37
 

ROMA, 11 marzo (Reuters) - Il giorno dopo l'ennesima chiusura del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo a qualunque tipo di alleanza con il Partito democratico in vista della formazione del nuovo governo - con tanto di minaccia su twitter del comico genovese di ritirarsi qualora i suoi parlamentari dovessero decidere altrimenti - il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, parla di "dispetto" al Paese del quale il movimento risponderà agli elettori.

"Non si tratta [con il Pd] per fare un favore a Bersani, è una indicazione che viene dalle urne quella che porta il Pd ad avanzare proposte concrete. Dopodiché il partito di Grillo si assumerà la responsabilità delle scelte che fa. Se vorrà solo cavalcare la protesta e non cercare risposte, ne risponderà agli elettori. Ma non credano che noi altrimenti ci rivolgiamo al Pdl", spiega Fassina in una intervista alla Stampa.

Ieri i parlamentari del M5S si sono nuovamente riuniti in un albergo romano in vista della prima seduta del nuovo parlamento convocata per il 15 marzo. La linea emersa dalla riunione è quella di chiudere a ogni appoggio a un governo targato Pd e di chiedere anzi al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante le consultazioni che dovrebbero iniziare il 19 marzo, di dare l'incarico al movimento per la formazione dell'esecutivo.

Due tweet di Grillo pubblicati a riunione in corso hanno indicato la linea. "Se ci fosse un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del M5S a chi ha distrutto l'Italia, serenamente, mi ritirerò dalla politica", recitava il primo, in linea con il pensiero espresso il giorno prima anche dal guru informativo del movimento, Gianroberto Casaleggio.

"Per quanto mi riguarda non ci sarà alcun referendum interno per chiedere appoggio pdmenoelle o a un governo pseudo tecnico", il secondo cinguettio, dopo che le dichiarazioni di un deputato del movimento avevano fatto intendere che ci sarebbe stata una consultazione per decidere la posizione da tenere rispetto al partito di Pier Luigi Bersani.

Fassina contesta al M5S di non voler discutere con il Pd sul merito delle proposte sulle quali il partito arrivato primo alle elezioni vorrebbe chiedere la fiducia, qualora il Capo dello Stato affidasse a Bersani l'incarico di formare il governo. "Cosa ne dicono della proposta di pagare 50 miliardi di debiti della pubblica amministrazione verso le imprese? E di allentare il patto di stabilità per gli enti locali? E di rivedere profondamente l'Imu? Del finanziamento della cassa integrazione e della riforma degli ammortizzatori sociali?".

E sullo sdegno dei grillini in merito a possibili offerte di cariche istituzionali, come la presidenza della Camera, Fassina risponde: "Ma la democrazia funziona così! Dalle urne è uscito un parlamento tripolare...La presidenza della Camera non appartiene a nessuno esercita una funzione di garanzia..ma se loro giocano al tanto peggio tanto meglio alla fine saranno gli elettori a saper distinguere tra chi si limita a cavalcare la protesta e chi si incarica di scelte impegnative per il bene del Paese".

I grillini hanno deciso ieri di rinunciare ad arrivare in Parlamento a piedi, come precedentemente proposto.

Oggi si incontreranno anche i neo eletti degli altri partiti. Il Pd ha appuntamento nel pomeriggio in un teatro romano, mentre il Pdl riunirà i suoi rappresentanti a Milano. Salta invece il sit-in inizialmente annunciato dal partito del Cavaliere davanti al Tribunale meneghino per protestare contro i magistrati, dopo la condanna della scorsa settimana a un anno di reclusione nel processo per l'intercettazione telefonica pubblicata dal quotidiano 'Il Giornale' sulla tentata scalata di Unipol a Bnl.   Continua...