7 marzo 2013 / 14:22 / 4 anni fa

PUNTO 1-Bce ha discusso taglio tassi ma non si "lega mani"- Draghi

FRANCOFORTE, 7 marzo (Reuters) - L'opzione di un taglio dei tassi di interesse è stata discussa oggi dal direttivo della Bce, ma al momento la banca centrale non si lega le mani su un eventuale nuovo intervento espansivo, anche nel caso in cui non dovessero giungere a breve segnali di miglioramento sul fronte economico.

Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi nella conferenza stampa seguita alla riunione odierna del direttivo della Bce cha ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse.

"Il passo della ripresa economica è a grandi linee immutato e le proiezioni sull'inflazione in linea con gli obiettivi di politica di medio termine", ha spiegato il numero uno della Bce.

Dunque il quadro economico della zona euro dipinto da Francoforte non differisce sostanzialmente da quanto già emerso nei mesi precedenti.

Nell'analisi della Bce, le ultime indicazioni fornite dalle indagini congiunturali confermano una stabilizzazione su livelli bassi dell'economia della zona euro, mentre una "graduale ripresa dovrebbe cominciare nella seconda parte del 2013".

"I necessari aggiustamenti di bilancio nel settore privato e nel settore pubblico continueranno a pesare sull'attività economica. Nel corso del 2013 l'attività economica dovrebbe gradualmente riprendersi, sostenuta dal rafforzamento della domanda globale e dall'impostazione accomodante della nostra politica monetaria" ha dichiarato Draghi.

La politica della Bce rimarrà peraltro espansiva fin quando sarà necessario, ha assicurato Draghi, con modalità di piena soddisfazione delle richieste di liquidità del settore finanziario.

"Il consiglio direttivo della Bce continua a vedere rischi al ribasso per l'outlook economico della zona euro" aggiunge Draghi che tuttavia definisce un segnale di "fiducia" dai mercati finanziari i recenti rimborsi anticipati da parte delle banche della liquidità ottenuta nell'ambito delle operazioni di finanziamento a lungo termine della Bce.

TASSO RIFERIMENTO INVARIATO A 0,75%

In linea con le aspettative del mercato resta dunque fermo il costo del denaro al termine del consiglio mensile di politica monetaria della Bce.

Il tasso di riferimento nei 17 paesi dell'Unione monetaria è stato confermato all'attuale minimo storico dello 0,75%, livello raggiunto a luglio dell'anno scorso a seguito dell'ultimo taglio, di un quarto di punto percentuale, operato dalla banca centrale.

Invariati anche i tassi su depositi e prestiti overnight, rispettivamente a zero e 1,5%.

Dall'ultimo sondaggio Reuters, pubblicato giovedì scorso, emerge la convinzione tra gli operatori che i tassi rimarranno invariati nella zona euro almeno fino alla seconda parte dell'anno prossimo.

Il sondaggio mostra tuttavia un lieve aumento - 22 economisti su un totale di 76, contro i 18 dell'analoga indagine precedente - il numero di quanti scommettono su una possibile nuova mossa espansiva che porti il riferimento a 0,50%.

Sempre in base all'ultimo sondaggio, l'impasse politica creatasi in Italia dopo il voto di fine febbraio aumenta le chance che Francoforte attivi il programma 'outright monetary transaction'. Lo prevedono infatti 44 sui 55 analisti che hanno risposto alla domanda: per 22 a chiedere lo scudo Bce sarà quest'anno la Spagna, per 18 l'Italia e per pochi altri Portogallo e Irlanda..

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