6 marzo 2013 / 11:55 / 4 anni fa

PUNTO 3-Voto, Bersani chiude a Pdl, rilancia governo cambiamento

* Per il segretario il Pd non è riuscito a intercettare disagio sociale

* Irrinunciabile una correzione della politica europea di austerity

* L'aggiustamento del deficit e del debito sono obbiettivi di medio termine

* Emergenze programmatiche sono economia reale e occupazione

* Nessun "piano B" per altro governo possibile, se fallisce questa proposta (Aggiorna con fine riunione, voto direzione)

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA, 6 marzo (Reuters) - Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha escluso oggi la possibilità di un accordo di governo con il Pdl Di Silvio Berlusconi, lasciando invece la strada aperta al dialogo con i montiani e il Movimento Cinque Stelle, e ha rilanciato un programma di governo "di cambiamento" in otto punti che corrisponde in larga parte a quanto il centrosinistra ha proposto prima del voto.

Prima di ottenere il mandato pieno della direzione, che dopo quasi otto ore di dibattito ha approvato la sua relazione con un solo astenuto e nessun contrario, il candidato premier del centrosinistra ha detto che non c'è alcuna "ipotesi B" per il governo, se non quella proposta dal Pd.

"Da questa riunione di ipotesi B non ne sono venute, è venuta un'iniziativa A. Dopodiché non è proibito vedere delle difficoltà", ha detto Bersani.

"È un sentiero molto stretto, o lo si supera con un governo che cambia le cose, o almeno questo sentiero lo si sgombrerà dalla nebbia", ha aggiunto.

Dopo che questa mattina aveva escluso chiaramente intese col Pdl, nella replica Bersani è andato all'attacco del segretario del partito di centrodestra Angelino Alfano, che poco prima lo aveva accusato di "portare a sbattere l'Italia rifiutando un intesa".

"Scusa, Alfano: noi abbiamo detto la nostra; vuoi dire la tua, per favore? Vuoi fare un governo con noi? No. Guarda, aspetta un attimo...", ha detto Bersani, citando anche la recente inchiesta dei magistrati di Napoli sulla presunta compravendita di senatori da parte del partito di Silvio Berlusconi all'epoca del governo Prodi.

"Noi abbiamo il triplo dei deputati di Grillo e il doppio di quelli della destra, non è che scompariamo", ha avvertito Bersani per chi volesse studiare "a tavolino" altre ipotesi che prescindessero dal suo partito.

"NO A SOLUZIONE AL DI SOTTO DI ESIGENZA DI CAMBIAMENTO"

"Per noi non ci può essere una soluzione che stia al di sotto dell'esigenza di cambiamento che il Paese invoca, e il cambiamento non possiamo cercarlo con chi l'ha impedito fin qui, con chi ha seminato gran parte di quel vento che oggi ha portato la tempesta", ha detto il leader politico nel corso della riunione dela direzione, trasmessa in diretta via web.

Una scelta, quella dello streaming via Internet, che sembra far eco al M5s e alla sua decisione di diffondere pubblicamente la prima riunione degli eletti in Parlamento, lunedì scorso.

I numerosi interventi hanno sostanzialmente confermato l'appoggio alla linea di Bersani, anche con diverse sfumature. L'ex premier Massimo D'Alema ha detto che l'iniziativa assunta dal segretario non è un "atto conclusivo", prefigurando altri scenari se l'accordo con il M5s di Beppe Grillo dovesse fallire, o se comunque Bersani non dovesse ottenere la fiducia al Senato, dove manca una maggioranza certa.

Al dibattito non hanno partecipato però né il sindaco di Firenze Matteo Renzi, indicato da osservatori come possibile "frontman" del centrosinistra dopo Bersani, né l'ex segretario Pd Walter Veltroni, che non è convinto della necessità d'intesa con Grillo.

Commentando la discussione di oggi il senatore romano Walter Tocci ha rimproverato ai colleghi della direzione che l'apparente unanimità "nasconde ambiguità" tra chi è davvero convinto della proposta di Bersani e chi pensa sia invece destinata a fallire, e ha consigliato "flessibilità", ipotizzando di poter indicare un premier non del Pd se il tentativo del segretario dovesse fallire.

UN VOTO EUROPEO

Bersani ha voluto sottolineare il carattere "europeo" del voto italiano in una fase di prolungata crisi economica, parlando di "un sommovimento di evidente dimensione europea che si segnala in modo acuto nei paesi mediterranei".

In Europa "l'economia reale consegna dati negativi un po' ovunque, l'equilibrio finanziario mostra comunque delle crepe". In Italia la crisi riporta addirittura ai tempi della guerra, con un impoverimento diffuso, e la politica "perde via via la presa sulla realtà".

"L'avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità", ha spiegato poi il leader. "L'aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L'immediata emergenza sta nell'economia reale e nell'occupazione".

Il segretario democratico ha ammesso che il suo partito non è riuscito a intercettare a sufficienza "la richiesta di cambiamento", basata appunto sul disagio sociale dovuto alla crisi, e ha mancato della necessaria "determinazione" nella campagna elettorale. Ma ha rilanciato la propria candidatura a premier di "un governo di cambiamento".

GLI OTTO PUNTI

Alla base del governo proposto da Bersani - a cui comunque Grillo ha già risposto con un rifiuto, definendo il segretario "un morto che parla" - ci sono otto punti che in sostanza ripropongono il programma elettorale del Pd alla vigilia del voto, ma con una accentuazione maggiore delle misure per "moralizzare" la politica.

I primi due punti riguardano il superamento delle politiche europee di austerity e "misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro" mentre il terzo si intitola "riforma della politica e della vita pubblica", con il dimezzamento dei parlamentari, la riduzione dei loro stipendi e la cancellazione delle province, nonché una legge elettorale col doppio turno di collegio.

Tra gli otto punti, Bersani inserisce anche un pacchetto di iniziative che vanno dalla legge sul falso in bilancio a quella sul conflitto d'interessi, sull'incandidabilità, l'ineleggibilità e sui doppi incarichi".

Presenti anche riferimenti all'economia verde e ai diritti - dalle unioni omosessuali alla cittadinanza per i figli di immigrati - oltre al "potenziamento del diritto allo studio".

- Hanno collaborato Paolo Biondi e Roberto Landucci

Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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