PUNTO 1-Italia,svalutazione debito non causerebbe gravi danni Usa-Fed

martedì 26 febbraio 2013 18:43
 

(Aggiunge dichiarazioni Bernanke)

WASHINGTON, 26 febbraio (Reuters) - Un'eventuale svalutazione del debito pubblico italiano non causerebbe danni gravi alle istituzioni finanziarie statunitensi. Lo ha detto il governatore della banca centrale Usa Ben Bernanke all'indomani del risultato delle elezioni politiche italiane da cui - a sorpresa - è emerso un quadro di difficile governabilità per la terza economia della zona euro.

Bernanke, intervenendo alla Commissione bancaria del Senato, ha sottolineato che grandi quantità di debito pubblico italiano sono detenute da investitori in giro per il mondo, ma che l'esposizione degli Stati Uniti è "moderata".

"Una svalutazione, che non sto in alcun modo prevedendo, non causerebbe gravi danni alle nostre istituzioni finanziarie" ha detto il numero uno della Fed.

La volatilità che ha dominato i mercati dopo il voto italiano riflette, secondo Bernanke, l'incertezza attualmente esistente tra gli operatori.

"Il mercato sta reagendo in primo luogo e soprattutto all'incertezza. Non sa in che direzione andrà il governo italiano e come la politica ne sarà influenzata. Non sono un esperto di politica italiana, ma non credo che nessuno dei candidati abbia nettamente respinto l'idea di restare nell'euro o di mantenere le politiche richieste all'Italia per restare nella zona euro" ha detto Bernanke.

"Tuttavia c'è molta incertezza, restiamo a vedere cosa accade. L'Italia è in caso particolare perché il suo deficit in valuta non è molto ampio, ma ha un debito in essere molto consistente".

Oggi lo spread tra Btp e Bund decennali è nuovamente balzato sopra i 300 punti base, avvicinandosi in apertura di seduta, questa mattina, a quota 350.

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