Italia, svalutazione debito non causerebbe danni gravi a Usa-Bernanke

martedì 26 febbraio 2013 17:27
 

WASHINGTON, 26 febbraio (Reuters) - Una svalutazione del debito pubblico italiano non causerebbe danni gravi alle istituzioni finanziarie statunitensi.

A dirlo è il governatore della banca centrale Usa Ben Bernanke all'indomani del risultato delle elezioni politiche italiane da cui - a sorpresa - è emerso un quadro di difficile governabilità per la terza economia della zona euro.

Intervenendo alla Commissione bancaria del Senato, Bernanke ha sottolineato che grandi quantità di debito pubblico italiano sono detenute da investitori in giro per il mondo, ma che la relativa esposizione degli Stati Uniti è "moderata".

La volatilità che ha dominato i mercati dopo il voto italiano - ha proseguito il numero uno della Fed - riflette l'incertezza attualmente esistente tra gli operatori.

Oggi lo spread tra Btp e Bund decennali è nuovamente balzato sopra i 300 punti base, avvicinandosi in apertura di seduta, questa mattina, a quota 350.

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