25 gennaio 2013 / 09:59 / 5 anni fa

PUNTO 1-Italia, ancora recessione in 2013, sale disoccupazione-Ref

(Aggiunge dettagli su conti pubblici, domanda, background)

MILANO, 25 gennaio (Reuters) - L'Italia registrerà quest'anno ancora un'ampia contrazione del Pil, mentre la domanda continuerà a rallentare e la disoccupazione è destinata ad aumentare.

Lo dice l'ultima edizione delle stime dell'istituto di ricerca Ref il quale, d'altro canto, plaude la situazione di conti pubblici e la strutturale azione di consolidamento realizzata.

"La caduta [del Pil nel 2013] secondo le nostre stime sarà dell'1,3%. La riduzione dell'inflazione [vista all'1,8% quest'anno] non basta a rilanciare i consumi", dice una nota di Ref. "Il potere d'acquisto delle famiglie resta gravato dagli effetti delle politiche di bilancio, dalla frenata dei salari, dalla caduta della domanda di lavoro".

Ref ha rivisto il dato del Pil del 2012 a -2,1% da -2,3% della stima ottobre e quello del 2013 a -1,3% da -1,0%, mentre stima per la prima volta quello del 2014 indicando una crescita dello 0,8%.

La scorsa settimana anche la Banca d'Italia aveva rivisto la sua stima del Pil 2013 a -1,% da -0,2%, prevedendo una ripresa nel 2014 con un Pil in crescita dello 0,7%.

Stessa revisione del Pil 2013 ieri anche per il Fmi che invece stima una crescita per l'anno prossimo limitata a un +0,5%.

In settembre il governo di Mario Monti ha indicato per il 2013 un calo del Pil dello 0,2% e ha detto che il pareggio di bilancio strutturale sarebbe stato centrato.

"La caduta della domanda interna porta anche le importazioni a contrarsi, determinando un avanzo commerciale che in valori correnti si riporta in prossimità dei massimi della metà degli anni novanta" dice ancora Ref. "Le partite correnti vanno in pareggio, continua a cadere la domanda di lavoro, la disoccupazione aumenta sino a quasi il 12% in media d'anno".

"E' solo dal versante della domanda estera che potrebbero venire allora le premesse per una ripresa della congiuntura" dice il rapporto.

Secondo l'istituto di ricerca la spesa delle famiglie, dopo una contrazione del 4,1% nel 2012, vedrà ancora un -0,9% quest'anno per poi riprendersi a +1,0% l'anno prossimo.

Le esportazioni - secondo Ref - registrano un +1,6% nel 2012 e un +1,7% quest'anno per poi risalire a 2,8% l'anno prossimo.

BENE CONTI PUBBLICI, AZIONE CONSOLIDAMENTO E' STRUTTURALE

"Va detto che i conti pubblici vanno bene, che il deficit è bassissimo e che l'azione di consolidamento realizzata è strutturale" precisa Ref. "Restiamo però nelle nostre previsioni con un deficit quest'anno intorno al 2,5% del Pil, risultato encomiabile tenuto conto delle condizioni dell'economia reale, ma insufficiente tenuto conto dei ben più ambiziosi impegni europei".

Ref vede l'Italia detenere una sorta di "record del mondo" della restrizione fiscale a causa delle regole impostele dal fiscal compact. Tali regole potrebbero portare a una nuova manovra di correzione da realizzare nel corso dell'anno, anche se con effetti prevalentemente sul 2014.

Tuttavia, in una fase di estrema difficoltà come quella attuale, "sarebbe essenziale fornire la sensazione che il punto di svolta dell'aggiustamento fiscale è stato traguardato", dice Ref. "L'alternativa avrebbe conseguenze devastanti, almeno dal punto di vista delle aspettative, con effetti avversi sulle decisioni di spesa che ci condurrebbero verso uno scenario economico anche peggiore di quello indicato".

"Le evidenze a nostra disposizione suggeriscono che i risvolti di carattere sociale della crisi sono gravissimi e gli gli strumenti per rispondere alla recessione restano però limitati" dice Ref.

La riduzione dello spread - dice Ref - è un fattore importante e "il primo obiettivo del prossimo Governo dovrà essere quello di assecondare ancora la discesa".

Ma ciò non basta per garantire la ripresa.

"Occorrerebbe un impulso iniziale dal lato della domanda, di cui però non si riscontrano le premesse: la domanda interna è gravata dalla prosecuzione della fase di consolidamento dei conti pubblici, dalla situazione di estrema fragilità dei bilanci di imprese e famiglie, e dal clima oramai gravemente deteriorato delle aspettative" dice il rapporto.

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