Maggio fiorentino, ministero avvia commissariamento

mercoledì 23 gennaio 2013 16:41
 

FIRENZE, 23 gennaio (Reuters) - E' stata avviata oggi dal ministero dei Beni culturali la procedura per commissariare il Teatro del Maggio musicale fiorentino - che organizza il presigioso festival del 'Maggio musicale' - a causa della "situazione economica e patrimoniale dell'ente lirico".

E' quanto ha riferito oggi una fonte a diretta conoscenza della vicenda.

Prima di conoscere il nome del commissario che dovrà provare a risanare i conti della Fondazione lirica fiorentina, occorrerà attendere sette giorni durante i quali l'ente può far pervenire al ministero eventuali controdeduzioni.

Il sovrintendente del teatro, Francesca Colombo, ha paragonato il commissariamento a "una gettata di acido in faccia".

"Il commissariamento ci offende per la forma e per il contenuto. Il 'Maggio' ha praticamente raggiunto l'equilibrio strutturale" ha aggiunto Colombo, dicendo che eventuali "irregolarità" devono essere dimostrate.

Due giorni fa si è dimesso il rappresentante del ministero nel cda del Maggio, Antonio Marotti, preceduto in un'analoga decisione dal rappresentante della Provincia di Firenze, mai reintegrato, e da quello dei soci privati, Paolo Fresco, che ricopriva la carica di vicepresidente.

Il bilancio 2012 vede una perdita di 3 milioni di euro a fronte dell'obiettivo per il raggiungimento del pareggio, stando a quanto riferito dai sindaci revisori. Il 'Maggio' inoltre vede anche una perdita 'storica' di 24 milioni di euro, superiore a un terzo del capitale sociale.

La situazione economica e patrimoniale del Teatro era tale da consentire l'avvio delle procedure di commissariamento già nel 2010, quando il sindaco di Firenze Matteo Renzi, in qualità di presidente della Fondazione, affidò a Colombo il compito di rimettere in sesto i conti dell'ente lirico, in qualità di sovrintendente.

Da mesi a Firenze la questione del Maggio attira l'attenzione dei media e del mondo della politica anche per i 45 esuberi indicati in un accordo siglato nel giugno scorso fra Comune, Regione, Provincia, Fondazione del teatro e due delle sigle sindacali dei lavoratori, Cgil e Cisl. Dando seguito all'accordo, 35 lavoratori hanno scelto la strada dell'esodo volontario incentivato, mentre a fine 2012 il presidente della Fondazione ha firmato dieci lettere di licenziamento che diverranno esecutive a fine gennaio.

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