22 gennaio 2013 / 08:25 / tra 5 anni

Italia non meritava downgrade luglio - ex Moody's a stampa

MILANO, 22 gennaio (Reuters) - L‘ultimo downgrade operato da Moody’s sul rating dell‘Italia è immeritato ed è espressione di un “pericolosissimo circolo vizioso” innescato dalla revisione della metodologia di valutazione che attribuisce un peso maggiore al nervosismo del mercato, finendo per alimentarlo.

A dirlo è Alexander Kockerbeck, fino a quest‘estate capo analista di Moody’s per l‘Italia.

In un‘intervista a Il Sole 24 Ore Kockerbeck critica la scelta della sua ex agenzia di ridurre, lo scorso 13 luglio, il merito di credito della Repubblica italiana a ‘Baa2’ da ‘A3’, con una sforbiciata di tre notch.

“In quel momento molto delicato Moody’s si limitò a ripetere tutti i problemi e i punti negativi dell‘Italia, già noti, secondo me, senza controbilanciarli, con i punti di forza che c‘erano e ci sono ancora”, ammette Kockerbeck, che si era dimesso dal suo incarico a luglio, prima che venisse operata la revisione del rating italiano .

“Forse sbaglio ma ho l‘impressione che Moody’s seguisse il mainstream invece di dare un orientamento attraverso l‘analisi”, aggiunge l‘ex capoanalista dell‘agenzia americana, ora consulente indipendente a Francoforte.

Secondo Kockerbeck, attualmente l‘Italia sarebbe da valutare con A3, “ultimo rating da me sottoscritto”.

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