Lavoro, più cig e giovani disoccupati, outlook negativo-Bankitalia

venerdì 18 gennaio 2013 13:05
 

ROMA, 18 gennaio (Reuters) - La recessione pesa sul mercato del lavoro italiano che registra un tasso di occupazione sostanzialmente invariato ma un incremento dei disoccupati, soprattutto giovani, e una maggiore richiesta di cassa integrazione da parte delle imprese, con prospettive che restano negative.

E' il quadro tracciato dal bollettino trimestrale della Banca d'Italia nella parte dedicata al mercato del lavoro.

"Gli effetti della recessione non si sono finora riflessi in una caduta dell'occupazione, ma hanno determinato soprattutto un maggiore ricorso alla cassa integrazione guadagni e un aumento delle persone in cerca di lavoro che ha spinto verso l'alto il tasso di disoccupazione, in particolare quello giovanile", si legge nella sintesi dove si ricorda che nel terzo trimestre del 2012 il tasso dei giovani (tra 15 e 24 anni) senza lavoro era superiore di oltre sei punti percentuali rispetto a un anno prima.

Secondo l'ultimo dato Istat, nel mese di novembre 2012, la disoccupazione giovanile ha toccato il 37,1%, segnando il record assoluto.

"Le informazioni disponibili prefigurano un'ulteriore flessione della domanda di lavoro nei prossimi mesi. Il tasso di posti vacanti, già basso, si è ancora ridotto (da 0,7 a 0,5% delle posizioni lavorative attive nel terzo trimestre) e le inchieste congiunturali condotte in dicembre dall'Istat e dalla Banca d'Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore segnalano in prospettiva un nuovo calo della manodopera dipendente", si legge sul prossimo futuro.

Il tasso medio di occupazione nel terzo trimestre è sostanzialmente stazionario, pari al 56,9% della popolazione in età da lavoro, con un incremento della componente femminile (passata dal 46,1 al 46,9%).

Cresce la forza lavoro soprattutto nelle fasce più anziane della popolazione (tra 55 e 64 anni) per effetto della riforma previdenziale e in quelle più giovani a seguito della "contrazione dei tassi di scolarità e di una più intensa ricerca di occupazione: sia la percentuale di giovani che si dichiarano inattivi per motivi di studio, sia l'incidenza di coloro che dichiarano di non cercare lavoro perché scoraggiati si sono ridotte".

Il problema però è che a fronte di un aumento dell'offerta, la domanda di lavoro da parte delle imprese rimane debole, vengono privilegiati i contratti a termine e aumentano le richieste di cassa integrazione. Tale tendenza, secondo la Banca centrale, è proseguita anche negli ultimi tre mesi dell'anno scorso.

"Nel terzo trimestre del 2012 le posizioni a tempo parziale sono arrivate a costituire il 17,8% dell'occupazione dipendente, quasi due punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo del 2011. Nelle imprese dell'industria e dei servizi con almeno dieci dipendenti, l'incidenza delle ore di straordinario sul totale delle ore lavorate è diminuita di due decimi di punto (al 3,6%). Il numero di ore autorizzate di Cig è cresciuto del 22,3%. Secondo i dati più recenti, queste tendenze sarebbero proseguite nel quarto trimestre", ricorda il Bollettino.   Continua...