16 gennaio 2013 / 16:33 / 5 anni fa

Voto, il ritorno di Berlusconi minaccia la ripresa dei mercati italiani

di Francesco Canepa e Marius Zaharia

LONDRA, 16 gennaio (Reuters) - Mentre le riforme e le politiche di austerità di Mario Monti hanno riportato la fiducia degli investitori e della zona euro nei conti pubblici italiani, un ritorno al potere di Silvio Berlusconi, secondo gli analisti, potrebbe ribaltare la situazione.

Martin Harvey, fund manager di Threadneedle Investments, ha detto che se Berlusconi dovesse vincere le elezioni del 24 e 25 febbraio, potrebbe vendere alcuni dei suoi titoli di Stato italiani, pari al 16% del fondo.

"Non sembra che la coalizione di Berlusconi abbia abbastanza voti per vincere. Se con l'avvicinarsi delle elezioni lo scenario per i mercati dovesse essere meno favorevole dovremmo ridurre la nostra posizione", ha detto.

Dopo aver accumulato guadagni del 20% sui titoli italiani lo scorso anno - livello superato solo da Grecia, Portogallo e Irlanda soggetti a salvataggio - gli investitori affamati di rendimenti rimangono fermi su quello che molti di loro considerano lo scenario più favorevole: una vittoria del centrosinistra guidato da Pier Luigi Bersani.

"Non puoi ottenere i rendimenti che vuoi [su altri mercati] e c'è di sicuro molta pressione sull'Italia", ha detto David Schnautz, interest rate strategist alla Commerzbank di New York.

"Non ci aspettiamo una particolare preoccupazione da parte dei mercati a meno che non torni Berlusconi", ha aggiunto.

Bersani ha conquistato la fiducia degli investitori impegnandosi a portare avanti il programma di austerità di Monti.

Gli investitori sembrano aver fiducia sul fatto che il voto politico non allontanerà il paese dal cammino delle riforme: il costo del debito italiano viaggia intorno ai minimi dal 2010, l'indice della Borsa di Milano scambia ai massimi da 17 mesi.

Joost van Lendeers, investment specialist for allocation and strategy presso BNP Paribas Investment Partners, stima che l'indice di Borsa potrebbe perdere tra il 5 e il 10% se il centrodestra di Berlusconi superasse gli avversari di centrosinistra nei sondaggi.

I mercati azionari cadrebbero ancora più a picco se un governo a guida Berlusconi fallisse nel portare avanti le riforme economiche causando un incremento nel costo del debito e costringendo l'Italia a chiedere aiuti internazionali.

Lo spread Btp-Bund potrebbe schizzare a 400 punti dagli attuali 270 circa come reazione immediata a uno "scenario sgradito", secondo lo strategist di ING, Alessandro Giansanti.

L'Italia potrebbe avrebbe difficoltà a finanziarsi sul mercato con Berlusconi alla guida del Paese.

Questa settimana, con il progredire di Berlusconi nei sondaggi, gli strumenti finanziari per tutelarsi contro il default italiano e contro le oscillazioni della Borsa di Milano sono saliti sensibilmente pur restando ai minimi da diversi mesi .

Sebbene i sondaggi indichino che difficilmente Berlusconi vincerà le elezioni, il Pdl potrebbe comunque ottenere voti sufficienti per costringere il centrosinistra ad allearsi con la coalizione centrista guidata da Monti per dare vita a un governo stabile.

I mercati vedrebbero con favore un governo che includa il premier uscente, apprezzato dagli analisti e dagli altri leader europei per aver tenuto sotto controllo i conti pubblici italiani nel 2012.

"Il mercato sembra operare sul presupposto che ci sarà una qualche coalizione di centro tra il Partito democratico e Monti mentre sembra meno probabile lo scenario meno gradito di Berlusconi", ha detto Robin Marshall, fixed income director alla Smith and Williamson securities, che gestisce un patrimonio di circa 18 miliardi di dollari.

"Il mercato ha prezzato lo scenario migliore", ha aggiunto.

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