16 gennaio 2013 / 14:08 / 5 anni fa

PUNTO 1 - Italia punta a nuovo Btp 30 anni - Cannata a Reuters

* Tesoro non emette nuovo trentennale da settembre 2009

* Btp a 15 anni acquistato per 60% da investitori esteri

* In 2013 Tesoro punta a riallungare vita media debito (aggiunge da settimo paragrafo dettagli da nota Tesoro)

di Francesca Landini e Luca Trogni

MILANO, 16 gennaio (Reuters) - Dopo il successo del Btp a 15 anni, collocato ieri per 6 miliardi di euro al lusinghiero tasso del 4,80%, il Tesoro italiano ha ora intenzione di emettere un nuovo titolo anche sulla scadenza trentennale.

Lo dice a Reuters Maria Cannata, responsabile del Ministero per la gestione del debito.

“Dopo il successo del titolo a 15 anni, il Tesoro ha intenzione di emettere anche un nuovo titolo a 30 anni quando si determineranno le condizioni di mercato, ma non c‘è nessuna data precisa al momento”, spiega a Reuters.

Il Tesoro non colloca un nuovo trentennale da oltre tre anni. L‘ultima emissione, quella del Btp settembre 2040, risale infatti a settembre 2009.

In questo 2013 più tranquillo dal punto di vista del rinnovo dei titoli rispetto allo scorso anno, uno dei primi obiettivi obiettivi è quello di allungare la vita media del debito, scesa a circa 6 anni e mezzo a fine 2012 dai circa 7 di un anno prima.

Per quanto riguarda il Btp settembre 2028, che oggi riscuote nuovo interesse sul mercato secondario con quotazioni in lieve crescita, “gli investitori esteri hanno acquistato il 60%” spiega Maria Cannata a proposito del collocamento via sindacato.

Dopo gli italiani, che hanno sottoscritto il 40% del titolo, la parte del leone spetta ai britannici, che si sono aggiudicati il 29% dell‘emissione. Ai tedeschi è andato il 9%, ai francesi l‘8% seguito dal 5% di Scandinavia e Benelux. Oltre il 6% è stato collocato presso investitori statunitensi.

All‘operazione hanno partecipato circa 250 investitori per una domanda complessiva di oltre 11 miliardi di euro.

E’ stato assegnato ad asset manager e fondi d‘investimento circa il 35%, mentre le banche si sono aggiudicate oltre il 26% dell‘ammontare complessivo.

Quasi il 30% è stato collocato presso investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo mentre la quota sottoscritta da hedge fund è stata pari all‘8%.

RITORNO D‘INTERESSE

Il ritorno d‘interesse da parte degli investitori stranieri nei confronti dei titoli di Stato italiani è il leit motiv che sta caratterizzando i primi giorni del 2013, dopo la grande fuga dello scorso anno, quando la quota di titoli di Stato italiani in mano agli esteri è scesa attorno al 35% dal 51% registrato a metà 2011 prima dell‘acuirsi della crisi.

Con l‘emissione di ieri, la prima che include la clausola di azione collettiva Cac (Collective Action Clauses), il totale dei titoli collocati, dopo solo 15 giorni del nuovo anno, è salito a circa 40 miliardi di euro, poco sotto il 10% dell‘importo atteso per l‘intero 2013.

I titoli di Stato italiani beneficiano, insieme a quelli di altri paesi periferici, del atteggiamento molto positivo del mercato verso gli asset considerati più a rischio negli ultimi anni.

Se indubbiamente il punto di svolta è stato il via libera del Congresso Usa al piano per evitare il ‘fiscal cliff’, è anche vero, su un piano più strettamente nazionale, che i Btp non sembrano risentire minimamente dell‘avvicinarsi della scadenza elettorale, dall‘esito incerto, di fine febbraio.

Il Tesoro non attribuisce una valenza strategica a questo sprint di inizio anno. “Non c‘è stata nessuna strategia particolare a motivare il lancio del Btp a 15 anni in questi giorni se non quella di cogliere le opportunità quando si presentano” commenta la dirigente del ministero. “C‘è da sottolineare che i titoli di Stato italiani stanno vivendo un momento particolarmente favorevole sui mercati finanziari”.

A fine ottobre il Tesoro stimava per il 2013 emissioni per “410 miliardi o qualcosa di meno”. Lo scorso anno si è chiuso con emissioni totali attorno ai circa 470 miliardi.

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