15 gennaio 2013 / 09:34 / 5 anni fa

PUNTO 4- Italia sfutta onda positiva e colloca nuovo Btp 15 anni

(riscrive attacco, aggiunge contesto, aggiorna quotazioni)

di Gabriella Bruschi

MILANO, 15 gennaio (Reuters) - Il Tesoro italiano sfrutta il vento in poppa che sostiene i titoli di Stato italiani da inizio anno e chiude con successo il collocamento di un nuovo Btp a 15 anni dopo un digiuno di 28 mesi. Gli ordini superiori agli 11 miliardi hanno consentito di emettere via sindacato il suo nuovo Btp settembre 2028 per ben 6 miliardi. Un importo che porta i titoli collocati in questo primo scorcio d‘anno a circa 40 miliardi di euro, poco sotto il 10% dell‘importo atteso per l‘intero 2013.

Il rendimento, pari a 30 punti base sopra quello dell‘attuale benchmark marzo 2026, vale oggi 4,805%, livello che certifica la ritrovata capacità del Tesoro italiano di emettere sui 15 anni per un elevato importo, rimanendo abbondantemente sotto il 5%.

“Questa operazione consente al Tesoro di fare front-loading per il 2013” commenta Alessandro Giansanti, strategist di Ing. “Il fatto che abbia ricevuto tanti ordini, dopo che per mesi non si vedeva domanda dagli investitori per questo tratto di curva, fa ben sperare per l‘appetito per la carta italiana in futuro”.

“Ancora prima che aprissimo i book, abbiamo visto un forte interesse per questo nuovo titolo della Repubblica, e in effetti l‘interesse si è trasformato in ordini veri e propri tra i quali abbiamo visto una forte partecipazioni di investitori stranieri” dice una delle banche a guida dell‘operazione.

Il mercato dei Btp nonostante l‘offerta di importo considerevole ha chiuso in leggero calo con lo spread contro Bund sui 10 anni a 270 punti base dai 265 della chiusura di ieri.

“L‘operazione è stata molto positiva sia per la size sia per il pricing” aggiunge Giansanti. Quanto al rendimento offerto, “il titolo di oggi ha beneficiato del fatto che il vecchio Btp 2026 ha uno spread sul midswap - attorno a 240 pb - più stretto di una quindicina di punti base rispetto ai titoli suoi vicini: ciò ha consentito al Tesoro di essere abbastanza generoso con un rendimento di +30 punti base” dice ancora.

SCADENZA LUNGA SDOGANATA DOPO LUNGO PERIODO DI GELO

Dalla scadenza a 15 anni il Tesoro si è tenuto lontano - fatta eccezione per qualche riapertura di dimensione contenuta - nei tempi in cui il mercato era in pieno attacco speculativo.

Il rendimento del Btp marzo 2026 infatti eveva toccato un massimo a 7,81% all‘inizio di novembre 2011 e ancora a luglio scorso era al 6,8% da cui è iniziato a scendere progressivamente, assestandosi stabilmente sotto la soglia del 5% dalla metà del dicembre scorso.

Negli ultimi due anni l‘Italia ha rallentato le emissioni di questa scadenza: nel 2011 ha emesso poco meno di 10 miliardi mentre nel 2012 ha emesso solo 4,5 miliardi, comprese le riaperture di off-the-run e del Btp 2026, osserva Unicredit. “Un calo deciso se lo si paragona alla media annua di 23 miliardi di euro nel periodo 2009-2010” dice.

L‘ultima emissione di un nuovo titolo su questa scadenza, a settembre 2010, aveva visto un primo collocamento per 6 miliardi contro una domanda di oltre 10 miliardi ed aveva registrato un premio di 10 punti base sopra il rendimento del Btp 2025, precedente benchmark.

Già la scorsa settimana qualche indizio di interruzione del digiuno in materia era emerso con la mancata riapertura di altri titoli di questa scadenza. L‘attuale benchmark 2026 è in circolazione per oltre 18 miliardi.

Molti osservatori vedono il timing di questo lancio quanto mai opportuno. “Meglio ora che più tardi, con l‘avvicinarsi dell‘appuntamento elettorale in Italia e la possibilità che anche la Spagna possa uscire con un bond sindacato” dice Giansanti.

La decisione di un‘emissione lunga va nella direzione dell‘allungamento della vita medio del debito italiano che ora è attorno a 6,5 anni.

“L‘emissione di un nuovo 15 anni benchmark rappresenta un segnale molto positivo in termini di una normalizzazione dei mercati finanziari e aiuterà il Tesoro a raggiungere uno dei suoi principali obiettivi per il 2013: la riduzione della vita media del debito” si legge in una nota odierna di Unicredit.

“Non sarà tanto il collocamento di oggi ad allungare la vita media del debito quanto il fatto che essa porterà riaperture nel corso dell‘anno” dice Chiara Manenti, strategist di Intesa SanPaolo.

“Inoltre se questa operazione - come sembra - andrà bene - mi aspetto che nel corso dell‘anno la Repubblica possa uscire anche con un nuovo Btp a 30 anni sindacato, visto che quello attuale ha ormai vita residua più corta”.

L‘operazione è stata guidata da Banca IMI, Barclays Bank, Crédit Agricole, Goldman Sachs e JP Morgan.

La Repubblica Italiana ha rating ‘Baa2’ per Moody‘s, ‘BBB+’ per S&P’s e ‘A-’ per Fitch.

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