11 ottobre 2012 / 15:38 / tra 5 anni

Esodati, si tratta per sanare discriminazioni, stralciare norma pensioni

di Francesca Piscioneri

ROMA, 11 ottobre (Reuters) - L‘incontro tra il ministro del Welfare, Elsa Fornero, e la Commissione Lavoro della Camera - chiamata al riesame della proposta di legge bipartisan sugli esodati dopo la bocciatura delle coperture da parte della Ragioneria - si terrà martedì prossimo, e non domani come annunciato.

E’ ancora in corso infatti la trattativa sulle modifiche da apportare agli articoli del testo che puntano ad ampliare la platea dei lavoratori ‘esodati’ salvaguardati, cioè coloro che potranno andare in pensione con le vecchie regole.

Secondo una fonte tecnica, andrebbe invece in soffitta l‘articolo 1 - quello che reintroduce di fatto la pensione di anzianità seppure con disincentivi perché calcolata interamente con il sistema contributivo - perché troppo oneroso, e di fatto in contrasto con l‘impianto stesso della riforma Fornero.

L‘articolo ‘incriminato’ renderebbe possibile, in via sperimentale fino al 2017, anche per gli uomini e non solo per le donne con 35 anni di contributi, andare in pensione fra i 57 e i 59 anni. L‘assegno sarebbe però più basso, rispetto a quella di coloro che aspettano i nuovi limiti della riforma Fornero, perché interamente calcolato con il metodo contributivo.

Secondo la Ragioneria tale misura costerebbe 17 miliardi circa nel decennio. Ai quali si aggiungerebbero altri 13 mld circa per ampliare la platea degli esodati, a fronte dei 5 mliardi previsti dalla proposta di legge.

Gli esodati sono quei lavoratori che hanno accettato di lasciare l‘azienda anzitempo con la certezza di ricevere la pensione massimo entro due anni, ma che con la nuova riforma della previdenza che innalza l‘età per lasciare il lavoro si trovano senza occupazione e senza assegno, non potendo più collegare lo scivolo incentivato alla pensione.

AMPLIAMENTO PLATEA SARA’ PER QUALCHE MIGLIAIO PERSONE

Il governo ha già stanziato circa 9 miliardi in due decreti per tutelare 120.000 persone che dovranno ricevere la pensione tra il 2013 e il 2014. La legge di stablità ha previsto un ulteriore piccolo stanziamento di 100 milioni da attingere dal fondo rotativo.

Il problema da risolvere ora e sul quale si tratta è quello di sanare dei casi, finora non coperti, di lavoratori che a parità di condizioni non hanno diritto alla pensione con le vecchie regole.

Per esempio ci sono lavoratori che, a parità di anni contributivi ed età, non sono attualmente salvaguardati dai due decreti rispetto a colleghi con le stesse caratteristiche perché l‘accordo con l‘azienda è stato firmato a livello territoriale e non al ministero, oppure perché hanno siglato l‘accordo per l‘uscita anticipata entro fine 2011 ma dopo il ‘Salva Italia’ del 4 dicembre 2011.

Secondo la fonte, Fornero è disponibile a tutelare questi casi perché si tratta di “qualche migliaio di persone che per dettagli delle norme sono discriminati”. E anche dal punto di vista della copertura economica si potrebbero usare, secondo la fonte, parte dei 9 miliardi che non verranno usati tutti per i 120.000.

“I paletti posti dai due decreti governativi sono talmente tanti che non tutti i 120.000 aderiranno”, spiega la fonte.

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