Cdp aspetta il Tesoro per iniziare a pagare Sace e Simest

giovedì 11 ottobre 2012 17:01
 

ROMA, 11 ottobre (Reuters) - Il Tesoro punta a incassare dalla Cdp poco più di 9 miliardi come corrispettivo totale per la cessione di Sace, Simest e Fintecna e conta di avere i soldi in cassa già entro i primi giorni di dicembre, ma ancora non ha detto alla Cassa dove versare i 3,8 miliardi di acconto per la prima tranche delle vendite.

La cifra complessiva di 9 miliardi, hanno spiegato a Reuters due fonti vicine al dossier, corrisponderebbe a una valutazione di queste partecipazioni "molto vicino al valore di libro, su cui sono stati calcolati gli acconti", ma intanto Cdp non ha ancora formalmente comunicato l'esercizio dell'opzione di acquisto di Sace e Simest - Fintecna viene ceduta con una seconda operazione che parte a fine ottobre - perché aspetta una lettera del Tesoro che dica su quale conto versare il 60% del valore patrimoniale netto delle società acquisite, appunto 3,8 miliardi.

"Tra pochi giorni dovrebbe sbloccarsi", dice una delle fonti che ricorda che lo scorso 27 settembre il cda di Cdp ha deciso di esercitare questa opzione e che dal momento dell'effettivo esercizio dovranno essere versati al Tesoro i primi 3,8 miliardi.

Il problema è che, dice l'altra fonte, "non è ancora chiaro se questi soldi debbano andare tutti al fondo ammortamento titoli di Stato - quindi a diretto abbattimento del debito - o anche in parte ad alimentare il plafond per rimborsare i debiti della PA", cosa quest'ultima sostenuta dal ministro dell'Economia Vittorio Grilli a metà giugno quando fu annunciata la prima soluzione concreta per parte di questi 80 miliardi di crediti che le imprese non riescono ancora a farsi pagare dallo Stato.

Riepilogando, Cdp ha detto che vuole comprare il 100% di Sace e il 76% Simest che ha il Tesoro, deve versare 3,8 miliardi come acconto su un prezzo che non si discosterà molto dai 6,4 miliardi dei valori a patrimonio netto usato per calcolare l'acconto.

Poi, a fine ottobre, inizierà la partita Fintecna, e una volta ottenuta la necessaria autorizzazione dell'antitrust, attesa per l'ultima parte del mese, Cdp dirà al Tesoro che è anche pronta per opzionare la partecipazione pubblica - che ha in pancia anche Fincantieri - e per i primi di novembre verserà il 60% di circa 2,3 miliardi di patrimonio netto di Fintecna, pari a 1,4 miliardi circa. Anche qui il saldo "dovrebbe restare sui valori del patrimonio netto, anche considerando che gli immobili che ha Fintecna con la crisi ora valgono meno" e potrebbe essere versato già per fine novembre o ai primi di dicembre, in anticipo sulla scadenza prevista per la fine dell'anno.

L'incasso complessivo per il Tesoro sarà dunque inferiore ai circa 10 miliardi di euro inizialmente annunciati dal governo il 15 giugno e più vicino alla cifra che lo stesso governo ha inserito nella nota di aggiornamento al Def del 20 settembre dove si parlava di 0,6 punti di Pil, cioè 9,4 miliardi.

Anche sulla destinazione di questa somma il Def non lascia dubbi, indicando che serve tutta per rispettare l'obiettivo programmatico di un debito 2012 a 126,4% del Pil. Difficile immaginare quindi come parte di questi circa 9 miliardi possa servire a rimborsare anche le imprese creditrici della PA.

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