11 ottobre 2012 / 11:43 / 5 anni fa

PUNTO 3-Crisi Lombardia, Formigoni non si dimette ma azzera giunta

(Cambia titolo, aggiorna con conferenza stampa)

ROMA/MILANO, 11 ottobre (Reuters) - Il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha annunciato che non intende dimettersi ma che azzererà la giunta e provvederà a nominarne una nuova molto ridotta rispetto alla precedente.

E’ il risultato del vertice durato tutto il giorno a Roma con il segretario del Pdl, Angelino Alfano, e il segretario della Lega, Roberto Maroni, a seguito della tensione creatasi tra gli alleati di Formigoni dooo che ieri, nell‘ultima delle vicende giudiziarie che hanno colpito esponenti della Regione Lombardia, è stato arrestato un assessore pidiellino accusato di aver comprato voti da due esponenti della ‘ndrangheta per le Regionali del 2010.

“Sono in condizione di dire che la Giunta è azzerata e procederò a dar vita a una giunta nuova, fortemente ridimensionata nel numero. Sceglierò delle persone che portino avanti una politica dell‘eccellenza”, ha detto Formigoni in una conferenza stampa con i segretari di Pdl e Lega,

Il presidente Pdl della Regione lombarda ha aggiunto che lavorerà alla nuova giunta nei prossimi giorni - “non aspettatevi annunci nelle prossime ore” - e che tra le riforme che saranno varate entro fine anno ci sarà il varo di una nuova legge elettorale con la eliminazione del “privilegio del listino bloccato”.

IN MATTINATA LA MINACCIA SU PIEMONTE E VENETO

Maroni ha confermato l‘accordo della Lega, dicendo - a giustificazione di non avere tolto l‘appoggio alla giunta - di non essere “un irresponsabile”.

Ieri sera la Lega aveva offerto a Formigoni due opzioni o appunto un rimpasto totale della giunta o le dimissioni, e quindi il voto, alternativa quest‘ultima che al momento sembra quindi esclusa.

In mattinata Formigoni - oggi condannato a una pena pecuniaria per diffamazione dei Radicali sulla vicenda delle firme false per le elezioni - aveva spiegato che la sua giunta era nata sulla base di un accordo con la Lega che comprendeva anche Piemonte e Veneto: “Simul stabunt simul cadent”, aveva detto riferendosi al patto sottoscritto con il Pdl alle Regionali del 2010 che ha fruttato alla Lega la presidenza di Veneto e Piemonte. Un patto ricordato anche da Alfano nel corso della trasmissione radiofonica Radio anch‘io.

Immediata, su questa ipotesi, c‘era stata la risposta del segretario della Lega lombarda Matteo Salvini a Tgcom24: “Se Formigoni debba fare o meno un passo indietro, sta a lui deciderlo. Se però Formigoni pensa che gli si stia facendo un dispetto e che, cadendo lui, cada la Lega anche in Veneto e in Piemonte, si sbaglia. La Lega non ha paura di nulla. Se poi sarà così, torneremo a votare e la Lega prenderà il doppio dei voti”.

(Paolo Biondi, Ilaria Polleschi)

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