Legge di stabilità, governo riduce aumento Iva, lima Irpef

mercoledì 10 ottobre 2012 07:57
 

ROMA, 10 ottobre (Reuters) - Il governo ha approvato questa notte la Legge di stabilità e ha deciso di ridurre di un punto percentuale l'aumento dell'Iva previsto a partire dal giugno del 2013 e alleggerire il prelievo sui redditi più bassi.

Lo si legge nel comunicato emesso al termine del consiglio dei ministri diffuso in tarda notte.

Gli interventi previsti dal governo, secondo quanto riportano i quotidiani oggi, prevedono aggiustamenti per circa 11 miliardi e consente, dice il governo, "di conseguire il pareggio di bilancio in termini strutturali nel 2013".

La legislazione vigente, si legge nella nota, "prevede l'aumento dell'Iva a partire dal primo giugno 2013. Con la Legge di stabilità l'aumento viene dimezzato".

Il governo spiega che "al fine di introdurre un importante elemento di equità nella revisione della tassazione sui redditi e agevolare i consumi delle famiglie dal reddito più basso, la Legge di stabilità introduce inoltre una riduzione di un punto percentuale (da 23 a 22 punti e da 27 a 26) dell'aliquota Irpef sui primi due scaglioni di reddito (da 0 a 15.000 euro e da 15.000 a 28.000 euro)".

Il governo ha preso atto delle valutazioni sui possibili risparmi di spesa da parte delle amministrazioni pubbliche: "La prima fase della spending ha garantito un risparmio di circa 4,4 miliardi per il 2012, 10,3 miliardi per il 2013 e 11,2 miliardi per il 2014. La spesa censita alla quale fanno riferimento questi risparmi è pari a circa 60 miliardi di acquisto di beni e servizi".

Il governo prevede che "le nuove misure di razionalizzazione della spesa pubblica si basano su un censimento di spesa "aggredibile" pari a circa 50 miliardi: 11 miliardi per l'acquisto di farmaci, 7 miliardi per i dispositivi medici e 32 miliardi di acquisti per gli investimenti. L'importo censito nelle due fasi della spending è di 110 miliardi, circa il 65% della spesa pubblica per l'acquisto di beni e servizi".

A regime, continua la nota, il risparmio "derivante dalla spending review è di 3,5 miliardi".

Il governo ha anche approvato un disegno di riforma del titolo V della Costituzione che regola i rapporti fra Stato e Regioni: "L'intervento riformatore si incentra anzitutto sul principio dell'unità giuridica ed economica della Repubblica come valore fondamentale dell'ordinamento, prevedendo che la sua garanzia, assieme a quella dei diritti costituzionali, costituisce compito primario della legge dello Stato, anche a prescindere dal riparto delle materie fra legge statale e legge regionale. E' la cosiddetta clausola di supremazia presente in gran parte degli ordinamento federali".   Continua...