9 ottobre 2012 / 17:18 / 5 anni fa

PUNTO 2 - Legge stabilità vale 10-12 mld, stop Iva, tutele a esodati

* Legge stabilità blocca definitivamente Iva

* Bozze prevedono 1,2 mld a misure per produttività

* 1,5 mld di nuovi tagli a sanità

* Riforma Costituzione per ridurre poteri Regioni (Modifica titolo, aggiunge dettagli a paragrafo sei)

ROMA, 9 ottobre (Reuters) - La Legge di stabilità non contiene nuove correzioni dei saldi ma raccoglie tra 10 e 12 miliardi per evitare l‘aumento dell‘Iva dal mese di luglio del 2013, finanziare le spese insopprimibili, stimolare la produttività e tutelare gli esodati.

È questo, in sintesi, l‘impianto illustrato dal governo a enti territoriali e parti sociali di quella che fino al 2009 si chiamava Finanziaria.

“La Legge di stabilità non avrà il carattere di una nuova manovra”, ha voluto precisare il ministro dell‘Economia, Vittorio Grilli, secondo fonti presenti alle riunioni.

Due bozze del disegno di legge viste da Reuters confermano che Grilli alla fine è riuscito a raccogliere i 6,56 miliardi necessari per bloccare definitivamente l‘imposta sui consumi. Un obiettivo ritenuto strategico dal governo che in questi mesi ha provato a ribilanciare la politica di rigore nei conti pubblici riducendo la quota di correzione legata all‘aumento delle tasse e rafforzando quella legata al taglio della spesa pubblica.

Altri 1,2 miliardi nel 2013 e 400 milioni nel 2014 andranno a misure per stimolare la produttività. Sarà un decreto del presidente del Consiglio a stabilire modalità di attuazione e caratteristiche dell‘agevolazione. Tuttavia, se il decreto non verrà emanato entro il 15 gennaio 2013, il disegno di legge prevede che le risorse siano utilizzate “per finanziare misure finalizzate alla riduzione del cuneo fiscale e contributivo”.

STRETTA SU SANITA’ E DIPENDENTI PUBBLICI

A favore delle imprese viene recepita nell‘ordinamento italiano la direttiva europea sui pagamenti. Di conseguenza, le amministrazioni pubbliche dovranno pagare i fornitori entro “trenta giorni, salve diverse pattuizioni stabilite per iscritto”. In ogni caso, il termine non potrà “superare sessanta giorni”, recitano le bozze.

Spinto dalla pressione dei partiti, il governo inserirà nella Legge di stabilità anche nuove risorse per gli “esodati”, i lavoratori che hanno accettato di lasciare l‘azienda anzitempo con la promessa di andare in pensione entro due anni ma che, dopo la riforma previdenziale di dicembre, rischiano di trovarsi nei prossimi mesi senza lavoro né assegno.

Altre risorse vanno a finanziare spese insopprimibili come la ricostruzione delle zone terremotate in Emilia Romagna.

Diverse le fonti di copertura: nuova fase della spending review; revisione delle agevolazioni fiscali e soppressione di alcune leggi bocciate dall‘Unione europea. Nonché, stando a una fonte che ha riferito le parole di Grilli, il gettito ottenibile con l‘introduzione a livello europeo di una tassa sulle transazioni finanziarie, la Tobin tax.

Il capitolo spending review sta già suscitando proteste. Le bozze prevedono 1,5 miliardi dal 2013 di nuovi tagli alla dotazione del fondo sanitario nazionale.

“Non ci sono le condizioni in nessun modo per poter pesare ulteriormente su alcuni servizi fondamentali come la sanità e il trasporto pubblico locale”, ha detto Vasco Errani, governatore dell‘Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni.

Brutte notizie anche per i dipendenti pubblici. Oltre al blocco dei contratti già previsto fino al 2014, le bozze prevedono che nei prossimi due anni non si dia luogo neppure “al riconoscimento dell‘indennità di vacanza contrattuale”.

RIFORMA DELLA COSTITUZIONE PER RIDURRE POTERI REGIONI

Palazzo Chigi vuole approvare questa sera un disegno di legge per modificare il Titolo V della Costituzione e togliere alle Regioni la competenza su materie strategiche come energia, infrastrutture, turismo e comunicazioni.

Le Regioni oggi hanno competenza legislativa concorrente in numerosi ambiti. Oltre ai quattro citati da Monti l‘elenco contiene materie come i “rapporti internazionali e con l‘Unione europea”, il commercio con l‘estero, la sicurezza del lavoro, la tutela della salute e la “previdenza complementare e integrativa”.

Troppi, secondo il governo, che vuole ridare più potere all‘amministratore centrale. “Oggi possiamo fare le leggi ma non attuarle con i regolamenti”, aveva detto il 26 settembre il minitro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, esprimendo la linea dell‘Esecutivo.

Anche in questo l‘opposizione delle Regioni è scontata. Errani ha chiesto a Monti ripensamento e l‘avvio di un confronto condiviso.

Ma più che le proteste dei governatori, sul destino della riforma pesa il fattore tempo. Le modifiche della Costituzione richiedono quattro deliberazioni sullo stesso testo: due alla Camera e due al Senato. E alla fine della legislatura mancano poco più di sei mesi.

(Giuseppe Fonte)

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