9 ottobre 2012 / 10:39 / tra 5 anni

Esodati, proposta bipartisan minaccia riforma Fornero

* Testo Damiano in aula senza coperture

* Proposta tutela esodati e deroga a riforma pensioni

* Per Cazzola modifiche costano 30 mld in 10 anni

di Francesca Piscioneri

ROMA, 9 ottobre (Reuters) - Il problema degli esodati, cioè di coloro che sono rimasti senza salario né pensione a seguito dell‘innalzamento dell‘età di ritiro dal lavoro, rischia di annacquare la riforma previdenziale di Elsa Fornero, considerata il fiore all‘occhiello del governo per risanare i conti pubblici in linea con le richieste europee.

L‘aula della Camera sta infatti esaminando da ieri una proposta di legge - che ha come primo firmatario l‘ex ministro del Pd Cesare Damiano ma è stata votata trasversalmente in Commissione Lavoro - che prevede uno stanziamento di 5 miliardi per finanziare un ulteriore ampliamento della platea degli esodati da tutelare, oltre i 120 mila già salvaguardati dal governo con risorse per circa 9 miliardi.

La copertura dovrebbe essere trovata attraverso un aumento della tassazione sui giochi on line ma il governo ha già rigettato la proposta.

Ben più onerosa sarebbe l‘altra norma del testo che prevede una modifica dei criteri per il pensionamento reintroducendo di fatto l‘anzianità pur con forti disincentivi. Ciò smonterebbe l‘impianto della riforma Fornero a meno di un anno dalla sua entrata in vigore. Secondo stime della Ragioneria riportate dai media questo intervento costerebbe 17 miliardi cumulati tra il 2012 e il 2022.

Giuliano Cazzola, in una nota, ha stimato il costo complessivo - esodati e pensioni - in 30 miliardi in 10 anni.

Il Tesoro dovrebbe ufficializzare i dati oggi nonostante il testo sia già approdato in aula. Questo ritardo ha impedito alla commissione Bilancio di esprimere il proprio parere, necessario per l‘iter del testo.

In fermento Cgil, Cisl e Uil che hanno organizzato per oggi un presidio davanti a Montecitorio per chiedere una soluzione definitiva per chi è senza reddito.

PARTITI CHIEDONO PIU’ TUTELE, TORNA PENSIONE DI ANZIANITA’

Gli esodati sono quei lavoratori che hanno accettato di lasciare l‘azienda anzitempo con la certezza di ricevere la pensione massimo entro due anni, ma che con la nuova riforma della previdenza che innalza l‘età per lasciare il lavoro si trovano senza occupazione e senza assegno, non potendo più collegare lo scivolo incentivato alla pensione.

Con la nuova legge, per andare in pensione sono necessari 41 anni di contributi, 42 per gli uomini, oppure una età anagrafica che sale gradualmente da 62 anni nel 2012 per arrivare a 66 nel 2018.

Il governo ha finora messo a punto due decreti per tentare di sanare l‘anomalia, uno per tutelare 65 mila persone, l‘altro 55 mila, prevedendo uno stanziamento di risorse di circa 9 miliardi cumulati.

Il testo all‘esame della Camera prevede di ampliare le tutele, consentendo di andare in pensione, con le vecchie regole, ai lavoratori che abbiano stipulato accordi di mobilità breve o lunga, lavoratori a carico dei fondi di solidarietà, congedati con accordi individuali non più entro il 4 dicembre (come previsto dai primi due decreti), ma entro il 31 dicembre 2011.

Vecchie regole anche per i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi, senza più l‘applicazione dei vincoli di almeno un contributo prima del 4 dicembre 2011 e di non aver lavorato dopo l‘autorizzazione.

Il testo contiene anche una modifica alla riforma delle pensioni per cui sarebbe possibile, in via sperimentale e fino al 2017, anche per gli uomini e non solo per le donne, andare in pensione fra i 57 e i 59 anni. Nel dettaglio, i lavoratori dipendenti uomini potrebbero andare in pensione a 58 anni fino al 2015 e a 59 anni fino alla fine del 2017, mentre le donne a 57 anni fino a tutto il 2015 e a 58 anni fino alla fine del 2017.

Questo varrebbe solo per chi ha maturato 35 anni di contributi.

La pensione sarebbe però più bassa, rispetto a quella di coloro che aspettano i nuovi limiti della riforma Fornero (62 anni, più 42 anni e un mese di contributi per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne), perché interamente calcolata con il metodo contributivo.

Gli aspetti tecnici rischiano tuttavia di passare in secondo piano rispetto a quelli politici a pochi mesi dall‘avvio della campagna elettorale in vista del voto di primavera. Tutti i partiti vogliono ‘adottare’ la causa degli esodati senza troppa cura per i costi e le coperture. Un funzionario che ha seguito la vicenda non esclude che si trovi un compromesso e che il governo trovi qualche risorsa in più da stanziare per gli esodati.

Lo stesso ministro Fornero ha detto ieri che il governo è disponibile a discutere caso per caso.

Più difficilmente il Parlamento la spunterà sulla deroga al nuovo regime previdenziale. Anche con un via libera delle Camera infatti, il presidente della Repubblica bloccherebbe il testo in mancanza di coperture.

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