8 ottobre 2012 / 12:22 / 5 anni fa

Eurogruppo lancia oggi Esm, focus sulla Spagna

di Jan Strupczewski

BRUXELLES, 8 ottobre (Reuters) - Vedrà oggi la luce alla riunione dell'Eurogruppo in Lussemburgo il nuovo fondo salva-Stati europeo Esm, che con una capacità finanziaria di 500 miliardi dal 2014 punta a mettere in piedi un più solido meccanismo di difesa contro la crisi dei debiti sovrani e in particolare della Spagna.

L'European stability mechanism potrà finanziare gli Stati in crisi ma in base a precise condizioni, come politiche di rigore e riforme strutturali in grado di ripristinare la fiducia dei mercati.

Il varo del fondo rientra tra le iniziative volte a garantire una maggiore integrazione tra i paesi della moneta unica, un obiettivo che oggi sarà portato avanti nella parte riguardante la creazione di un bilancio comunitario a parte per l'eurozona.

"L'Esm sarà operativo da oggi", dice una fonte comunitaria.

Il capitale totale da conferire all'Esm è pari a 700 miliardi di euro, di cui 80 di capitale versato (paid-in) e 620 di capitale a chiamata, che assume funzioni assimilabili a quelle di una garanzia. Dopo Germania e Francia, l'Italia è il terzo sottoscrittore dell'Esm con il 17,9% delle azioni e un impegno pari a circa 14 miliardi per gli anni 2012-2014.

Attingendo alla garanzia fornita dal capitale versato, l'Esm potrà emettere obbligazioni sul mercato e finanziare i Paesi in crisi. Il fondo raggiungerà la piena capacità di prestito solo nel 2014 e dovrebbe poter raccogliere 200 miliardi già nel 2012, un calcolo puramente teorico visto che alla fine dell'anno mancano meno di tre mesi.

Il primo banco di prova dell'Esm sarà la ricapitalizzazione delle banche spagnole, finite sull'orlo del crack dopo il collasso del mercato immobiliare. Un dossier ereditato dal primo e temporaneo fondo salva Stati, l'European financial stability facility (Efsf).

Il governo di Mariano Rajoy dovrebbe chiedere circa 40 miliardi per il sistema bancario, meno dei 100 miliardi messi a disposizione dall'Eurogruppo nel vertice del luglio.

I fondi dell'Esm affluiranno alle casse di Madrid a novembre, dopo che l'Antitrust europeo avrà approvato le condizioni per la ricapitalizzazione di ciascuna banca.

DUBBI SU EFFICACIA NUOVA MANOVRA DI RAJOY

La Spagna è finita sotto i riflettori degli operatori di mercato perché, in piena recessione, combatte contro uno dei maggiori deficit a livello di eurozona.

Nel vertice di oggi i ministri discuteranno della linea di credito precauzionale che la Spagna dovrebbe chiedere nelle prossime settimane per calmare gli operatori e continuare a finanziarsi sul mercato dei capitali.

Una fonte comunitaria riferisce che dovrebbe essere oggetto di discussione anche la nuova manovra correttiva annunciata da Madrid il mese scorso. Il pacchetto di misure non convince il Fondo monetario internazionale (Fmi) e la Commissione europea perché si basa su una previsione di contrazione del Pil pari a -0,5% nel 2013 contro il -1,2% stimato dal Fmi.

E proprio un nuovo programma di interventi basato su un quadro congiunturale più in linea con quello dei previsori internazionali sarebbe una delle condizione per ottenere il finanziamento dell'Esm.

Il sostegno europeo potrebbe assumere anche la forma di garanzie parziali sui titoli collocati in asta da Madrid o interventi analoghi.

Garantire il primo 20-30% di perdite attraverso l'Esm renderebbe molto più attraenti i 207 miliardi di titoli che la Spagna deve collocare sul mercato nel 2013.

Le garanzie potrebbero costare 50 miliardi, meno dei 100 che l'Eurozona si è impegnata a versare con il sostegno di Paesi recalcitranti come Germania e Finlandia.

Il ricorso all'Esm aprirebbe inoltre la strada all'acquisto di bonos sul mercato secondario da parte della Bce, una prospettiva che da sola ha già portato a ridurre il rendimento dei titoli spagnoli a dieci anni dal 7 al 5,72%.

Il problema è che la Germania si oppone al salvataggio della Spagna in questa fase. Berlino preferisce mettere insieme in un un unico pacchetto gli aiuti a Madrid, i 15 miliardi di prestiti a Cipro e i 130 miliardi a favore della Grecia.

La cancelliera Angela Merkel spinge per questa soluzione perché così eviterebbe di dover negoziare con il Parlamento tedesco, ostile a finanziare Stati con bilanci in dissesto, tre via libera distinti per altrettanti interventi di sostegno.

Di conseguenza, una richiesta di aiuti della Spagna appare improbabile nelle prossime settimane.

L'Eurogruppo farà anche il punto sulle misure portate avanti dalla Grecia per sbloccare la seconda tranche di finanziamenti concordata a febbraio. Gli ispettori che rappresentano i creditori internazionali stanno ancora trattando con Atene ed è improbabile che presentino una relazione prima di fine ottobre.

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