Italia, economia illegale pari a 11% del Pil - Bankitalia

venerdì 5 ottobre 2012 19:11
 

ROMA, 5 ottobre (Reuters) - L'economia sommersa legata ad attività illegali in senso stretto, soprattutto prostituzione e commercio di droghe illecite, in Italia produce circa l'11% del reddito nazionale pari grosso modo a 150 miliardi di euro l'anno e l'attività di riciclaggio è stimabile nel 12% del Pil.

Sono cifre fornite dal capo della Vigilanza della Banca d'Italia, Federico Signorini, oggi a Rimini per dimostrare i guasti che l'influenza delle attività illecita provoca sull'economia italiana.

Secondo uno studio condotto da Bankitalia, nel quadriennio 2005-2008 il sommerso fiscale (evasione fiscale, tributaria o contributiva) è stato stimato pari al 16,5% del Pil e quello intrinsecamente illegale al 10,9%. Il Centro-Nord mostra un'incidenza maggiore rispetto al Sud sia del sommerso da evasione, sia di quello associato ad attività illegali.

Secondo un altro studio accademico nel periodo 1981-2001 l'attività di riciclaggio è stata pari a circa il 12% del Pil.

"Lo studia mostra che il riciclaggio ha natura anti-ciclica: aumenta nei periodi di crisi", ha osservato Signorini.

L'attività criminale pesa sull'economia soprattutto in termini di mancato sviluppo per minori investimenti privati. Sempre gli economisti di via Nazionale hanno confrontato lo sviluppo economico di Puglia e Basilicata nei decenni precedenti e successivi al diffondersi del contagio mafioso, avvenuto verso la fine degli anni 70, con quello di un gruppo di regioni del Centro-Nord che avevano simili condizioni socio-economiche iniziali.

Dallo studio emerge che, per effetto del contagio le due regioni hanno subìto una decurtazione della crescita del Pil pro capite dell'ordine dei 20 punti percentuali in trent'anni.

La decisione del governo Monti di abbassare la soglia dell'uso del contante a 1.000 euro è positiva: "I limiti stabiliti per legge, e resi ripetutamente più stringenti, aiutano a contrastare il riciclaggio e l'evasione fiscale".

Sono inoltre in aumento le segnalazioni di operazioni sospette da parte del settore finanziario (20.524 nel 2009; 36.824 nel 2010; 48.344 nel 2011); diversi procedimenti penali, anche attuali, sono partiti da segnalazioni della Banca d'Italia o ne hanno comunque beneficiato.   Continua...