September 7, 2012 / 4:27 PM / 5 years ago

SINTESI-Snam emetterà bond fino a quanto richiede mercato, fondi interessati

4 IN. DI LETTURA

* Malacarne: Bond al retail solo a fine piano emissione

* Fondi infrastrutturali puntano a quote significative società

* Bassanini: Cdp cederà 3,4% Eni, ma top secret sui tempi (riscrive, accorpa pezzi)

di Giancarlo Navach

CERNOBBIO, 7 settembre (Reuters) - Non appena ci sarà una finestra utile, Snam è pronta a emettere una nuova tranche di bond fino a quanto richiederà il mercato per un ammontare anche superiore rispetto alle due precedenti emissioni da un miliardo di euro ciascuna.

A poche settimane dal closing dell'operazione che porterà la Cdp al 30% meno un'azione della società proprietaria della gran parte dei gasdotti italiani e l'Eni verso l'uscita dal capitale, il gruppo, guidato da Carlo Malacarne, punta ad accelerare il piano da 8 miliardi di euro necessari a restituire il debito di 11 miliardi contratto con la controllante.

Grazie al ritorno del sereno sui mercati dei capitali, Snam sfrutterà questa opportunià quanto prima - in settimana Enel e Unicredit hanno collocato bond per un miliardo ciascuno -, in una fase che si preannuncia calda anche sul fronte dell'azionariato di Snam ed Eni.

"Non appena ci sarà una finestra utile emetteremo bond fino a quanto assegnerà il mercato. Abbiamo un piano fino a otto miliardi e finora ne abbiamo collocati due", ha detto Malacarne in un colloquio con Reuters a margine del workshop Ambrosetti in corso a Cernobbio.

Quanto all'ipotesi di un bond per il retail, Malacarne dice che ci sarà, ma solo "nell'ultima parte del piano di emissione".

A ottobre la Cdp sarà il principale azionista di Snam, rilevando il 30% circa da Eni. Pertanto, a partire dal prossimo mese, con il closing dell'operazione, Eni ridurrà la propria partecipazione in Snam intorno al 20%; quota che il gruppo guidato da Paolo Scaroni intende cedere interamente. A sua volta la Cassa depositi e Prestiti, per finanziare l'acquisizione della quota in Snam (3,5 miliardi circa), cederà il 3,4% in eccesso rispetto al 30% detenuto a oggi nella stessa Eni.

Sempre da Cernobbio, il presidente della Cdp, Franco Bassanini, ha detto che "(La cessione del 3,4%) la faremo, ma ovviamente non possiamo dire altro essendo Eni una società quotata. Cdp non ha problemi di liquidità. L'importante è che alla fine i conti tornino". Top secret la tempistica. L'impressione è che la Cassa stia attendendo il momento buono per collocare la quota da cui conta di ricavare almeno 2 miliardi per finanziare l'acquisizione della partecipazione in Snam. Le ipotesi potrebbero essere quelle di un collocamento sul mercato o di una cessione a un fondo sovrano. Si è parlato di un interesse da parte del Qatar.

Quello che è certo e che l'azionariato dei due gruppi sarà nelle prossime settimane al centro di diverse operazioni che potrebbero portare all'ingresso di nuovi azionisti. "L'interesse dei fondi infrastrutturali privati per Snam c'è e potrebbero essere interessati a rilevare quote anche significative perché siamo una società regolata con un profilo di rischio in linea con le loro richieste", ha sottolineato Malacarne, evidenziando che i fondi interessati a entrare in Eni non sono necessariamente gli stessi che potrebbero acquistare azioni Snam.

"E' molto probabile che le operazioni di vendita di titoli Eni da parte della Cdp e di collocamento di azioni Snam da parte avvengano contestualmente", sottolinea una fonte vicina al dossier.

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