4 settembre 2012 / 13:42 / 5 anni fa

Governo, consiglio ministri domani su decreto sanità, cronoprogramma

ROMA, 4 settembre (Reuters) - Mario Monti riunirà domani il Consiglio dei ministri per esaminare il decreto sulla sanità e il cronoprogramma sull‘attuazione delle misure già varate e sui nuovi provvedimenti in cantiere da qui a fine legislatura.

Secondo quanto riferiscono fonti governative il governo dovrebbe riunirsi domani pomeriggio al termine dell‘incontro con le associazioni di banche e imprese, in agenda per le 12,00.

“Domani il decreto [sulla sanità] andrà sicuramente in Cdm. Sono in corso riunioni per definire il testo”, spiega una fonte.

La riforma, che riguarda l‘intero settore sanitario, vuole garantire l‘assistenza continua ai pazienti attraverso il coordinamento dei medici di base (con l‘obiettivo non secondario di decongestionare ospedali e soprattutto i pronto soccorso) e introduce nuovi criteri per l‘attività libero professionale in ospedale (più nota come intramoenia) attraverso l‘introduzione di tariffe minime e massime, obblighi di tracciabilità nei pagamenti e la facoltà data alle regioni di autorizzare gli ospedali ad acquisire o affittare ulteriori spazi o stipulare convenzioni con studi privati.

Dalla bozza filtrata la scorsa settimana dovrebbe però saltare il contributo triennale su bevande analcoliche e superalcolici, che ha suscitato contrarietà tra diversi ministri.

Meno certo il destino del capitolo contro la ludopatia: il ministro della Salute Renato Balduzzi vorrebbe introdurre il divieto di collocare videopoker e slot machine a meno di 500 metri da scuole e centri giovanili. Una mossa che di certo non piace alle imprese di settore perché, se attuata, potrebbe limitare in modo consistente il numero di locali dove oggi è possibile giocare d‘azzardo.

FOCUS SU AGENDA FINE LEGISLATURA, POCHI MARGINI DA BILANCIO

“Oltre al decreto Balduzzi non dovrebbero esserci altri provvedimenti di peso. Il resto della riunione sarà dedicato alla messa a punto del cronoprogramma”, aggiunge la fonte.

In questo caso due sono le priorità del governo: accelerare il varo dei regolamenti attuativi necessari per garantire la piena operatività delle leggi già approvate dal Parlamento (Il Sole 24 ore ha calcolato che su quasi 400 provvedimenti ne risultano all‘appello 53) e definire in modo più concreto l‘agenda di autunno dopo “il seminario” del 24 agosto scorso.

Sul primo fronte Monti ha creato una task force composta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, dal titolare della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi e dal responsabile della spending review, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda. Obiettivo: evitare che leggi formalmente in vigore siano di fatto disapplicate.

Sul secondo fronte, dovrebbe vedere la luce nella seconda metà di settembre il nuovo pacchetto per la crescita messo a punto dal ministro dello Sviluppo, Corrado Passera. Tre i capitoli principali: nuove semplificazioni amministrative per le imprese, incentivi alla nascita di start up e agenda digitale (Passera punta a raccogliere in questa prima fase circa 250 milioni di fondi pubblici).

Sono invece pochi gli spazi di manovra per misure onerose come la cancellazione dell‘Iva sulle infrastrutture o forme limitate di alleggerimento del cuneo fiscale per le imprese che investono in capitale umano, i due provvedimenti suggeriti dal vice ministro dello Sviluppo Mario Ciaccia e dalla titolare del Welfare, Elsa Fornero, al Meeting di Rimini del mese scorso.

Le tensioni sui mercati (lo spread tra Btp e Bund a 10 anni continua a oscillare ben sopra i 400 punti base) inducono il ministro dell‘Economia, Vittorio Grilli, a non allentare la politica di rigore nei conti pubblici.

Le risorse disponibili sono anche limitate dalla necessità di trovare, attraverso la seconda fase operativa della spending review, i 6,56 miliardi necessari per evitare del tutto l‘aumento dall‘Iva, sospeso solo fino al mese di giugno del 2013.

Che la situazione dei conti pubblici italiani resti fragile emergerà con la pubblicazione della Nota di aggiornamento al Def, attesa entro il 15 settembre.

Le ultime previsioni ufficiali indicano per il 2012 un calo del Pil dell‘1,2%. È pressochè certo che il Tesoro peggiorerà la stima per adeguarla al consensus dei principali previsori nazionali e internazionali (Bankitalia e Commissione europea indicano -2%, il Fondo monetario internazionale -1,9%).

Nonostante l‘andamento positivo del fabbisogno (sceso di quasi 14 miliardi in termini tendenziali nei primi otto mesi dell‘anno), la recessione più acuta del previsto dovrebbe indurre il governo ad alzare anche l‘obiettivo di indebitamento netto in rapporto al Pil, indicato all‘1,7% in aprile.

Il Tesoro ritiene però che una nuova manovra non sia necessaria perché l‘aumento del deficit nominale non impedirà all‘Italia di raggiungere nel 2013 il pareggio di bilancio strutturale (al netto delle una tantum e del ciclo economico), come promesso all‘Europa.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below