4 settembre 2012 / 12:11 / 5 anni fa

PUNTO 3-Bond Unicredit da 1 mld, rendimento 4,375%, prezzo a 99,662

(aggiunge dati pricing, dettagli su compratori)

MILANO, 4 settembre (Reuters) - La situazione propizia del mercato che ha consentito a Enel di presentarsi con un bond da un miliardo stamane, ha permesso anche al settore italiano dei 'financial' di tornare sul mercato dei capitali ed è in questo caso Unicredit ad aver fatto da apripista con una emissione risultata in linea con il mercato.

La banca di Piazza Cordusio ha oggi prezzato un bond senior, a tasso fisso, della durata di tre anni da un miliardo (senza possibilità di aumento dell'importo) con un rendimento pari a 390 punti base sul tasso del midswap. La cedola è pari al 4,375% con un prezzo di emissione pari a 99,662 reoffer.

L'indicazione iniziale del rendimento era pari a 400/410 punti base sul tasso del midswap, poi rivista a 395 pb.

Il bond, con scadenza 11 settembre 2015, è del tutto paragonabile a quello che Intesa Sanpaolo (con rating in categoria 'B' come Unicredit) aveva emesso prima della pausa estiva e che tratta oggi sul mercato 395 pb sul tasso del midswap.

"Il bond di Unicredit è perfettamente in linea con il mercato" dice un dealer. "Il bond è arrivato su un mercato che non offre molte emissioni e quindi è stato catturato volentieri dagli investitori" dice un altro.

L'operazione ha riscontrato un elevato interesse da parte degli investitori, con order book finale superiore a 2 miliardi e oltre 250 ordini ricevuti, sottolinea una nota di Unicredit. L'emissione è stata distribuita a diverse categorie di investitori istituzionali, in particolare fondi (71%) a cui si aggiungono banche (22%) ed assicurazioni (6%). La domanda è pervenuta principalmente da Italia (34%), Francia (28%), Regno Unito/Irlanda (14%) e Germania/Austria (8%).

Difficile un paragone con il rendimento del Btp benchmark a due anni, l'aprile 2015, che quota oggi il 2,9%, visto che i governativi di questo tratto di curva hanno beneficiato da ieri sera delle parole del governatore della Bce Mario Draghi secondo cui la sottoscrizione di titoli di Stato della scadenza fino a tre anni da parte della Bce non equivale ad aiuti pubblici.

Le banche a guida dell'operazione sono Ing, JP Morgan, UBS e UniCredit.

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