4 settembre 2012 / 08:33 / tra 5 anni

PUNTO 4-Bond Enel 2020 da 1 mld, ordini 6 mld, cedola al 4,875%

(aggiunge condizioni finali pricing)

di Gabriella Bruschi

MILANO, 4 settembre (Reuters) - Un bond molto appetibile che ha attirato ordini dagli investitori per oltre 6 miliardi di euro inaugurando la nuova stagione post-vacanze del mercato dei capitali italiano.

E’ stata ancora una volta Enel a fare da apripista con un bond - scadenza marzo 2020 - da 1 miliardo. Il rendimento è Stato pari a 360 punti base sul tasso del midswap, a fronte di un prezzo di emissione a 99,215 reoffer e di una cedola pari al 4,875%. che ha visto in pochissimo tempo impilarsi gli ordini.

In termini assoluti il rendimento effettivo è del 5,008% contro il 5,29% del Btp di pari scadenza.

“Il bond offre un buon rendimento, in linea o anche appena sotto quello del titolo di Stato italiano, e con un premio di circa 30/40 punti base sopra quello degli altri bond Enel sul mercato” dice un dealer. “Non mi stupisco dell‘assalto degli investitori per questa che è considerata una emittente di pregio”.

Il rendimento, proposto al momento del lancio in ‘area 375 punti base’ sul tasso del midswap è stato successivamente rivisto a 365 e poi a 360 punti base, visto l‘andamento della raccolta ordini.

Le banche a guida dell‘operazione sono Bnp Paribas, Calyon, Citi, Hsbc, Jp Morgan, Morgan Stanley, Banca Imi, Mediobanca, Mitzuo, Natixis, Unicredit e Bank of Tokyo Mitsubishi.

EMITTENTE HA CAVALCATO APERTURA FINESTRA MERCATO

“La decisione di emettere il bond è solo di tipo opportunistico, l‘emittente non ha necessità di finanziarsi ma, essendosi aperta una finestra sul mercato, ha deciso di approfittarne”, dice una delle fonti vicine all‘operazione.

Fin da ieri sera i mercati sono decisamente migliorati dopo le parole del presidente della Bce Mario Draghi secondo cui la sottoscrizione di titoli di Stato della scadenza fino a tre anni da parte della Bce non equivale ad aiuti pubblici.

Stamane il mercato obbligazionario italiano ha aperto positivo, con lo spread sceso in area 430 punti base da 440 pb della chiusura di ieri, mentre a beneficiare soprattutto è la parte a breve.

Enel - che interpellata non ha voluto commentare - era una delle emittenti pronte a cavalcare il mercato positivo, sebbene goda di una abbondante liquidità, pari a 28,6 miliardi (compresi cash e linee di credito), in base ai dati di fine giugno.

Enel ha debito in scadenza entro la fine del 2014 per un ammontare di 13-14 miliardi, di cui 7 miliardi nei prossimi 12 mesi: di questi ultimi 4 sono rappresentati dalla scadenza di bond, altri 3 dalla scadenza di prestiti bancari.

“L‘intenzione dell‘emittente è quella di raccogliere a un tasso appetibile e di allungare la vita media del debito” dice una delle fonti a Reuters.

La vita media del debito di Enel è pari a sei anni e otto mesi - sempre a fine giugno - mentre il tasso medio del suo debito è al 4,9%.

PREMIO OFFERTO GIUDICATO POSITIVO DA MERCATO

La scadenza del nuovo bond cade tra i due bond di Enel con scadenza 4-3/4 ottobre 2018 e luglio 2021, che oggi si sono mantenuti con quotazioni piuttosto stabili a mid-swaps +320 bp e mid-swaps e a +330 bp rispettivamente.

“Il livello offerto con il nuovo bond è buono, ma non per questo ha provocato - come sarebbe potuto succedere - vendite sul mercato sugli altri bond della galassia Enel” dice uno dei dealer.

Il rating di Enel è in categoria B (‘Baa1’ per Moodys’ e ‘BBB+’ per S&P’s e Fitch).

L‘emittente dello stesso settore più vicina al rating di Enel è Hera il cui bond 4-1/2 2019 quota stamane 305 pb sul midswap.

Decisamente inferiori invece - intorno ai 100-150 punti base - gli spread su altre emittenti estere del settore che hanno però rating in categoria ‘A’.

Stamane ha emesso un bond anche la società elettrica francese Edf, anch‘essa però con rating in categoria ‘A’, uscita con un bond decennale con spread in area 100 punti base.

Enel, al netto del bond retail di febbraio, è arrivata sul mercato l‘ultima volta lo scorso ottobre, con un bond in due tranche per un ammontare di 2,25 miliardi, pagando un appetibile premio che era riuscita ad attrarre ordini dagli investitori per oltre 12 miliardi di euro.

Enel in quell‘occasione ha prezzato la tranche a tre anni (long) per 1,25 miliardi di euro a +290 punti base sul midswap, e la tranche a sette anni per 1 miliardo a +350 bp sul midswap, con un premio rispetto alle quotazioni del mercato prima dell‘annuncio di circa 50 pb e 90 pb rispettivamente, ricorda un dealer del mercato dei bond.

ALTRE EMITTENTI ITALIANE POTREBBERO AFFRONTARE IL MERCATO

La finestra di mercato potrebbe spingere all‘emissione altre società italiane. La candidata più probabile è Snam. La società ha sottoscritto un prestito ponte di 9 miliardi per restituire a Eni 11 miliardi di debito che la società ha nei confronti della major petrolifera in uscita dal capitale del gruppo proprietario della gran parte dei gasdotti italiani.

Di questi già 2 miliardi sono stati emessi prima dell‘estate e l‘AD della società Carlo Malacarne ha detto in quell‘occasione che riprenderà a emettere bond sul mercato a partire dalla fine di settembre, sfruttando tutte le finestre possibili.

La società valuta anche la possibilità di obbligazioni in altre valute oltre l‘euro, mentre dal 2013 Snam guarderà anche al mercato retail.

Proprio per il flusso di fondi in arrivo a Eni da Snam, non sono attesi per il momento emissioni da quella che vinee considerata la regina italiana del mercato dei capitali.

Anche Terna è una papabile, ma non per un‘emissione classica: infatti ha detto che vuole essere una delle prime società a trarre profitto a emettere i nuovi project bond previsti dal governo

Infine c‘è Atlantia che ha spesso detto di non avere particolari urgenze, nè necessità di presentarsi subito sul mercato, ma potrebbe cogliere l‘opportunità del mercato. Alcune indiscrezioni parlavano prima dell‘estate della possibilità di emettere un bond al retail da parte della società che gestisce la rete autostradale.

Restano infine Telecom Italia, che “ha già emesso quest‘anno e che per il momento potrebbe stare ferma” secondo fonti bancarie, e Fiat, che, dopo i bond emessi prima dell‘estate “vuole verificare se c‘è necessità di altri fondi in relazione a come si evolve la sua relazione con Chrisler” dice un‘altra fonte bancaria.

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