Mps, per azioni Monti bond si potrebbe guardare anche a prezzi Borsa-fonte

giovedì 30 agosto 2012 18:59
 

ROMA, 30 agosto (Reuters) - Il Tesoro potrebbe arrivare ad una partecipazione del 14% in Mps se deciderà di valutare anche il prezzo di mercato, e non solo il patrimoni netto, per le azioni che la banca dovrà consegnare al ministero per pagare gli interessi dei Monti bond. Si parla di 3,4 miliardi in titoli che consentiranno al gruppo senese di rispettare i parametri di capitale imposti dall'Eba.

L'ipotesi è prevista, sia pur non in maniera esplicita, dal decreto legge 87 del 2012 (quello sui Monti bond), secondo quanto riferisce una fonte governativa.

La fonte spiega che il decreto, che prevede la possibilità per Mps di pagare gli interessi mediante assegnazione di azioni ordinarie per un valore calcolato sulla base del patrimonio netto e non del valore di borsa, richiama l'art. 2441, comma 6 del Codice Civile, il quale prevede le modalità di determinazione del prezzo di un aumento di capitale in caso di esclusione del diritto di opzione (come nel nostro caso).

"La norma del Dl 87 non sembra escludere la possibilità di tener conto, come previsto dall'articolo 2441 codice civile, anche dell'andamento delle quotazioni nell'ultimo semestre" oltre che del patrimonio netto, osserva la fonte.

Il codice dice infatti che per questo tipo di operazioni "la deliberazione [del Cda che fissa modalità dell'aumento] determina il prezzo di emissione delle azioni in base al valore del patrimonio netto, tenendo conto, per le azioni quotate in mercati regolamentati, anche dell'andamento delle quotazioni nell'ultimo semestre".

Il pagamento in azioni è previsto nel caso - verificatosi per il semestre e probabile sull'intero anno - in cui la banca chiuda in perdita e non sia quindi in grado di pagare gli interessi del prestito statale con la cassa.

Al 30 giugno il patrimonio netto per azione della banca senese era di 0,80 euro, mentre i titoli oggi hanno chiuso a 0,21 euro. Considerato un pagamento di interessi per circa 340 milioni di euro in azioni, si arriva nel caso della valutazione a patrimonio netto a 3,5% della banca, nel caso del prezzo di mercato a circa 14% stando ai prezzi attuali.

Il governo si è quindi lasciata aperta la possibilità di non ignorare il mercato e i prezzi, più bassi, che il titolo fa segnare in borsa in ragione delle difficoltà in cui si muove la banca.

Del resto l'intervento a favore del gruppo senese deve passare al vaglio della Comissione europea sotto il profilo degli aiuti di stato e non si può escludere che proprio questa condizione abbia indotto il governo a lasciarsi una via d'uscita per evitare una bocciatura europea.   Continua...