Governo, Pd chiede a Monti "cambio di passo" - Bersani a stampa

venerdì 24 agosto 2012 08:24
 

ROMA, 24 agosto (Reuters) - Il segretario del partito democratico Pier Luigi Bersani ha chiesto oggi "un cambio di passo" al governo, proponendo iniziative come la riduzione del prezzo della benzina, la difesa degli impianti industriali, lo sblocco dei pagamenti della Pubblica amministrazione.

"A (il presidente del Consiglio Mario) Monti chiedo un cambio di passo. Non sono d'accordo su come stanno andando le cose. E' ora di riscrivere l'agenda. Per noi progressisti è il momento di rompere l'avvitamento tra austerità e recessione", ha detto Bersani in un'intervista che comprare oggi sul quotidiano "La Repubblica", nel giorno in cui il Consiglio dei ministri torna a riunirsi dopo la pausa estiva.

"Sento parlare di via d'uscita dalla crisi. Io credo nella possibilità di uno spiraglio, ma ancora non lo vedo", ha detto il leader democratico. Nei giorni scorsi, il premier Monti ha detto che vede avvicinarsi la fine della crisi.

"Ho l'impressione che il governo finora non abbia percepito lo scivolamento dell'economia reale. C'è un crollo della produzione industriale, un segno meno nei consumi, lavorano 22 milioni di italiani su 60. Io chiedo: come affrontiamo queste emergenze?", ha detto ancora Bersani.

"Per esempio: il prezzo della benzina si può ridurre? I pagamenti della Pubblica Amministrazione sono stati sbloccati? E che facciamo di fronte alle crisi industriali, dalla Fiat a Finmeccanica all'Alcoa?", ha chiesto l'ex ministro dello Sviluppo del governo Prodi, che propone di finanziare le politiche industriali con "eventuali operazioni di alienazione del patrimonio pubblico".

Nell'intervista, Bersani ha detto anche che per ora l'Italia non può permettersi la rimodulazione delle aliquote Irpef e la riduzione delle tasse ed è tornato a chiedere una patrimoniale.

Il leader del Pd ha escluso le elezioni anticipate, ha detto che non c'è ancora un accordo sulla legge elettorale e che il suo partito è contrario all'ipotesi di grande coalizione dopo le elezioni del 2013.

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