Riforma elettorale, per E.Letta accordo fatto. Ma mancano dettagli

giovedì 23 agosto 2012 15:15
 

ROMA, 23 agosto (Reuters) - Il vice segretario del Pd Enrico letta ha detto oggi che la maggioranza ha raggiunto un accordo sulla riforma elettorale che verrà presentato la settimana prossima, ma fonti dello stesso partito dicono che manca ancora l'intesa su alcuni significativi dettagli, mentre Antonio Di Pietro boccia quello che chiama "SuperPorcellum".

"L'accordo c'è e fra poco verrà comunicato. Non solo, quando verrà annunciato scatenerà sicuramente le critiche di chi vuole continuare a nominare i parlamentari", ha detto Letta, che oggi sarà al Meeting di Rimini, in un'intervista alla rivista online "Il Sussidiario".

La settimana prossima è fissata una riunione del comitato ristretto della commissione Affari costituzionali del Senato sul testo base della possibile legge elettorale.

Nell'intervista l'ex ministro dell'Industria dell'Ulivo non indica i dettagli della riforma, ma dice: "Il Partito Democratico preferisce i collegi, ma pur di cambiare sistema è pronto a ragionare anche sulle preferenze".

In una successiva precisazione affidata a un comunicato stampa, letta ha poi spiegato di aver detto che "la settimana prossima è quella cruciale per la legge elettorale. L'accordo è ormai a portata di mano. E' l'ultima chance".

Una fonte del Pd che segue le trattative sulla riforma dice però a Reuters che "l'accordo non c'è ancora, siamo ancora alle cose di luglio". Mentre un'altra fonte del partito di Pier Luigi Bersani a conoscenza del dossier riferisce che "c'è intesa sui principi, ma non sui dettagli. Una parte dei seggi attribuiti con collegi uninominali, un'altra con liste bloccate senza preferenze in circoscrizioni elettorali di piccole dimensioni. Sul premio di maggioranza il Pd lo vorrebbe per la coalizione, non per il partito, come vuole il Pdl, ma mi sembra che ormai si stia cedendo".

La prima fonte ha detto invece che il Pd resta dell'idea che occorra premiare le coalizioni e non i partiti, ma che su questo punto è ancora aperta la trattativa.

Si tratta di dettagli non di secondo piano, perché da essi dipende l'effettiva possibilità di costituire una maggioranza parlamentare.

E in ogni caso, una volta fatta la legge, andranno anche definiti i confini dei nuovi collegi uninominali. Operazione che secondo gli esperti del Pd e del Pdl può prendere da uno a due mesi.   Continua...