T-bond, calo rendimenti da massimi 3 mesi su arrivo compratori

giovedì 16 agosto 2012 16:15
 

NEW YORK, 16 agosto (Reuters) - I rendimenti dei titoli di Stato Usa sono in calo dai massimi degli ultimi tre mesi: la recente crescita dei rendimenti ha infatti finito per attrarre compratori. Gli investitori soppesano inoltre le probabilità del lancio di un nuovo programma di acquisto di bond da parte della Federal Reserve, dopo il suo meeting il prossimo mese.

I rendimenti dei Treasuries erano cresciuti nell'ultimo mese in seguito al miglioramento di alcuni dati macroeconomici, il quale aveva attenuato le scommesse sul lancio di un terzo giro di quantitative easing da parte della Fed. Gli investitori avevano ricoperto le posizioni che puntavano a una discesa dei rendimenti.

Ad incentivare il sell-off dei bond anche i minori timori sull'Europa, con gli investitori che si sono fatti più fiduciosi sul fatto che la Banca Centrale Europea prenderà l'iniziativa, anche con un acquisto di bond per ridurre potenziali problemi di rifinanziamento di quelle nazioni il cui rendimento sul debito è in salita, come Spagna e Italia.

"Non è chiaro se i dati che stiamo vedendo sono abbastanza per tenere alla larga un nuovo giro di quantitative easing", dice Sean Murphy, trader per Societe Generale a New York.

I Treasuries hanno fluttuato nella giornata di oggi, dopo i dati che hanno mostrato come il numero di americani che hanno richiesto nuovi benefit di disoccupazione è salito nella scorsa settimana.

I trader ritengono che nell'ultima settimana gli investitori stranieri abbiano venduto i buoni del tesoro Usa nelle sessioni overnight, sulla scia di report positivi tra cui la produzione industriale statunitense e i dati sulle vendite al dettaglio.

Attorno alle 15,55 italiane, il benchmark decennale sale di 8/32, per un rendimento dell'1,79%, mentre durante il trading overnight si era saliti fino all'1,86%. Il governativo trentennale guadagna 17/32 e rende il 2,89%.

I compratori hanno iniziato ad intervenire sui livelli tecnici intorno all'1,86%, dice Murphy.

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