SCHEDA - Spending review, il decreto dopo l'esame del Senato

martedì 31 luglio 2012 19:04
 

di Giuseppe Fonte
    31 luglio (Reuters) - Il Senato ha votato la fiducia chiesta
dal governo al decreto legge sulla spending review, che
recepisce anche i contenuti del decreto legge sulle dismissioni.
Ora il provvedimento andrà alla Camera per essere convertito in
legge giovedì o venerdì. 
   La prima fase operativa della spending review assicura allo
Stato risparmi per oltre 4 miliardi nel 2012, 10 miliardi nel
2013 e 11 miliardi nel 2013.
    Con le risorse raccolte il governo rinvia al secondo
semestre del prossimo anno l'aumento delle aliquote Iva previsto
per il mese di ottobre, assicura il pensionamento anticipato ad
altri 55.000 esodati, finanzia spese "indifferibili" per oltre 2
miliardi nel prossimo anno e destina 1 miliardo sia nel 2013 sia
nel 2014 alle zone terremotate di Lombardia, Veneto ed Emilia
Romagna.
    Un nuovo provvedimento vedrà presto la luce e riguarderà le
agevolazioni fiscali, la revisione strutturale della spesa e dei
contributi pubblici sulla base delle analisi presentate dai
consulenti dell'esecutivo Giuliano Amato e Francesco Giavazzi.
    Questi i contenuti principali del provvedimento:
    
    AUMENTO IVA SOSPESO DA OTTOBRE FINO AL 30 GIUGNO 2013
    Le aliquote Iva del 10 e del 21% saliranno di due punti
percentuali dal primo luglio 2013 e non più da ottobre 2012,
come prevede la manovra correttiva di dicembre. I risparmi
raccolti attraverso il taglio mirato della spesa pubblica sono
sufficienti anche per ridurre dal 2014 le due aliquote di un
punto percentuale, quindi all'11 e al 22%.
    Il governo ipotizza di eliminare totalmente l'incremento
dell'Iva utilizzando la Legge di stabilità del 2013, la nuova
Finanziaria, che deve essere presentata in Parlamento entro metà
ottobre 2012.
    Per trovare le risorse necessarie, pari a 6,56 miliardi nel
2013, il governo dovrà attingere a nuovi tagli di spesa e
all'eliminazione di parte delle numerose agevolazioni fiscali
oggi esistenti.
      
    PENSIONE PER ALTRI 55.000 ESODATI
    Il governo promette la pensione anticipata ad altri 55.000
esodati dopo i 65.000 già garantiti con un primo decreto.
    Gli oneri a carico dello Stato ammontano a circa 4,2
miliardi tra 2014 e 2020: 190 milioni nel 2014, 590 nel 2015,
1,05 miliardi nel 2016, 1,18 miliardi nel 2017, 840 milioni nel
2018, 255 nel 2019 e 35 milioni del 2020.
    Gli esodati sono coloro che, dietro indennizzi e incentivi
delle aziende, hanno accettato di licenziarsi senza poi poter
accedere alla pensione a causa della nuova riforma previdenziale
di dicembre, che ha alzato i requisiti anagrafici e contributivi
necessari per ottenere l'assegno.
    
    I FONDI PER IL SISMA
    Previsti stanziamenti per la ricostruzione delle zone
danneggiate dal sisma in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto,
pari a 1 miliardo per il 2013 e 1 miliardo per il 2014.
    Le banche potranno concedere finanziamenti agevolati
(attraverso un credito di imposta) assistiti dalla garanzia
dello Stato, fino a 6 miliardi di euro, alle persone danneggiate
dal sisma. Il prestito agevolato è però alternativo ai
contributi statali per la ricostruzione delle case.
    
    OLTRE 2 MLD ALLE SPESE INDIFFERIBILI NEL 2013
    Una quota non marginale dei risparmi serve nel 2013 a
finanziare spese non iscritte a bilancio ma ritenute dal governo
"indifferibili".
    Agli autotrasportatori vanno 400 milioni, altrettanti al
cinque per mille. Per le missioni militari all'estero il governo
stanzia 1 miliardo. Il Fondo per la concessione dei prestiti
d'onore è incrementato di 90 milioni.
    Alla manutenzione delle strade vanno 72,8 milioni, 103
milioni sono previsti per garantire la gratuità dei libri di
testo alle famiglie meno abbienti. Le Università private si
vedono riconoscere 10 milioni.
    
    TAGLIO DEL 10% PER I DIPENDENTI PUBBLICI 
    Il decreto delinea il processo che dovrebbe portare a
ridurre del 20% i dirigenti e del 10% i dipendenti occupati
nelle amministrazioni pubbliche.
    Il personale in sovrannumero potrà andare in pensione entro
il 2014 se in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi
in vigore prima della riforma previdenziale di dicembre.
    In assenza di questi requisiti, i dipendenti in soprannumero
e non ricollocabili saranno messi in disponibilità (la cassa
integrazione degli statali) con l'80% dello stipendio per un
periodo fino a 24 mesi, prorogabile a 48 per il personale che
durante questo periodo matura i requisiti pensionistici.
    Le prime stime del governo indicano in 24.000 i dipendenti
pubblici in esubero, circa 11.000 nei ministeri e negli enti
pubblici non economici e 13.000 negli enti territoriali (escluse
le regioni). I dipendenti in possesso dei requisiti per andare
in pensione dal 31 dicembre 2011 sono 8.000: 6.000 occupati nei
ministeri e negli enti non economici e 2.000 negli enti
territoriali.
    Dal primo ottobre 2012 il valore dei buoni pasto
riconosciuti ai dipendenti pubblici non potrà superare i 7 euro.
Scatta inoltre il divieto di monetizzare le ferie.
        
    I TAGLI AI MINISTERI
    Il decreto riduce la dotazione dei ministeri di circa 1,5
miliardi nel 2013 e nel 2014 e di 1,6 miliardi nel 2015.
    La parte del leone la assicura il ministero dell'Economia
con 615,3 milioni nel 2013, 662,3 nel 2014 e 541,5 nel 2015.
    
    SOPPRESSA L'ISVAP, NASCE L'IVASS
    Sparisce l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni
private (Isvap) e nasce l'Ivass, l'Istituto per la vigilanza
sulle assicurazioni.
    Rispetto al testo licenziato in Consiglio dei ministri, il
Senato ha cancellato la soppressione della Commissione di
vigilanza sui fondi pensione (Covip).
    Sostanzialmente l'Ivass opererà attraverso le strutture
della Banca d'Italia.
    Il presidente dell'istituto sarà il direttore generale di
Via Nazionale.
    L'amministrazione generale della nuova Authority spetta ad
un consiglio composto dal presidente e da due consiglieri.
    Il direttorio della Banca d'Italia, allargato ai tre membri
del consiglio, ha il compito di definire l'attività di indirizzo
e la direzione strategica dell'Ivarp.
    
    LA STRETTA ALLA SPESA CORRENTE
    Le spese per l'acquisto di beni e servizi da parte dei
ministeri si riducono di 121,1 milioni nel 2012, di 615 milioni
nel 2013 e nel 2014.
    I contratti stipulati in violazione dell'obbligo di
approvvigionarsi attraverso la Consip saranno nulli e
costituiranno illecito disciplinare oltre che causa di
responsabilità amministrativa. Saranno fatti salvi i contratti
stipulati tramite diverse centrali di committenza, se prevedono
condizioni più favorevoli per le amministrazioni pubbliche.
    Dal 2013 gli uffici pubblici non potranno spendere più del
50% della spesa sostenuta nel 2011 per l'acquisto o il noleggio
di auto.
    Il governo blocca da quest'anno fino al 2014 gli adeguamenti
Istat sui canoni pagati dalle amministrazioni pubbliche per gli
immobili in affitto.
    Dal primo gennaio 2015 i canoni saranno anche ridotti del
15% salvo il diritto di recesso garantito al locatore.
    
    TAGLIOLA PER SPA PUBBLICHE E SOCIETA' IN HOUSE
    Stretta sulle società a totale partecipazione pubblica che
hanno ottenuto nel 2011 un fatturato da prestazioni di servizi a
favore di pubbliche amministrazioni per oltre il 90% del
fatturato. Per queste società il decreto prevede lo scioglimento
entro fine 2013 o l'alienazione delle partecipazioni entro il 30
giugno 2013 con "contestuale assegnazione del servizio per
cinque anni, non rinnovabili", a partire da gennaio 2014. In
più, i consigli di amministrazioni dovranno comporsi di tre
membri. La misura non si applica alle società che erogano
servizi "in favore dei cittadini" come le utility.
    Dal primo gennaio 2014 l'affidamento diretto può avvenire
solo a favore di società a capitale interamente pubblico nel
rispetto della normativa comunitaria per la gestione in house, a
condizione che il valore economico del servizio o dei beni
oggetto di affidamento sia pari o inferiore a 200.000 euro
annui. Il governo fa comunque salvi gli affidamenti in essere
fino alla scadenza naturale e comunque fino al 31 dicembre 2014.
    Con l'entrata in vigore del decreto è scattato il divieto di
inserire clausole arbitrali nei contratti di servizio tra
società a totale partecipazione pubblica, diretta o indiretta, e
amministrazioni statali.
    
    LA RIORDINO DELLE PROVINCE
    Il decreto punta ad accorpare le province con l'obiettivo di
dimezzarne il numero attuale.
    Per sopravvivere, gli enti dovranno 2.500 chilometri
quadrati e 350.000 abitanti.
    Entro il primo gennaio 2014 verranno istituite 10 Città
metropolitane: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova,  Bologna,
Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Contestualmente,
verranno soppresse le relative province".
    
    I TAGLI AGLI ENTI LOCALI: 2,3 MLD IN 2012, 5,2 IN 2013
    La spending review prevede tagli a Regioni ed enti locali
per 2,3 miliardi nel 2012, 5,2 miliardi nel 2013 e 5,5 miliardi
dal 2014. 
    Il conto più salato lo pagano le Regioni, con una stretta ai
trasferimenti di 1,3 miliardi nel 2012, 2,2 miliardi nel 2013 e
2,5 miliardi nel 2014.
    Attraverso una riduzione del fondo sperimentale di
riequilibrio i comuni dovranno rinunciare a 500 milioni
quest'anno e a 2 miliardi a decorrere dal 2013. I sindaci si
vedono però ricoscere solo per il 2012 800 milioni, 300 girati
direttamente dalle Regioni e altri 500 reperiti dal fondo per i
rimborsi fiscali.
    Il contributo delle province è di 500 milioni nel 2012 e di
1 miliardo dal 2013.
    
    REGIONI IN ROSSO POTRANNO AUMENTARE IRPEF DAL 2013
    Le otto regioni in disavanzo sanitario (Piemonte, Lazio,
Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) potranno
anticipare al 2013 dal 2014 l'aumento dell'addizionale Irpef
all'1,1% dallo 0,5%.
    
    I TAGLI ALLA SANITA'
    Il decreto taglia il fondo sanitario nazionale di 900
milioni nel 2012, di 1,8 miliardi nel 2013 e di 2 miliardi dal
2014.
    Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
dovranno adottare, entro il 31 dicembre 2012, piani per ridurre
da 4 a 3,7 i posti letto per ogni mille abitanti. Il ministero
della Salute ha quantificato in 7.000 i minori posti letto a
partire dal 2013.
    Sale al 2,25% dall'1,82% lo sconto obbligatorio che le
farmacie praticano nei confronti del servizio sanitario
nazionale. Per le aziende farmaceutiche lo sconto passa da 1,83%
al 4,1% ma solo nel 2012.
    Il tetto di spesa per la farmaceutica territoriale scende
nel 2012 dal 13,3 al 13,1% e dal 2013 all'11,35%.
    Per la farmaceutica ospedaliera il nuovo tetto salirà dal
2013 al 3,5% dal 2,4%.
    
    DA 2013 AGGIO EQUITALIA ALL'8%
    Il decreto riduce dal 2013 di un punto percentuale all'8% la
remunerazione (aggio) garantita a Equitalia per l'attività di
riscossione delle imposte.
    A condizione di trovare le risorse necessarie, un decreto
del Tesoro da emanare entro novembre 2012 potrà ridurre l'aggio
di "ulteriori quattro punti percentuali".
    
    TETTO A STIPENDI MANAGER DI SPA PARTECIPATE DALLO STATO
    Non potrà superare i 300.000 euro annui (pari allo stipendio
del primo presidente della Corte di cassazione) la remunerazione
complessiva di dirigenti e dipendenti della società non quotate
partecipate dallo Stato. La stretta entra in vigore con la
nomina dei nuovi consigli di amministrazione.
    
    I FARMACI EQUIVALENTI
    Il medico che curi un paziente per la prima volta dovrà
indicare nella ricerta solo il principio attivo contenuto nel
farmaco.
    Il medico può indicare uno specifico medicinale a base dello
stesso principio attivo ma in questo caso deve giustificare la
scelta con una "sintetica motivazione".
    
    SALGONO TASSE PER STUDENTI FUORICORSO
    Le università potranno raddoppiare le tasse agli studenti
fuoricorso che provengono da famiglie con oltre 150.000 euro di
Isee, l'Indicatore della situazione economica equivalente.
Aumento fino al 25% con Isee inferiore a 90.000 euro e al 50%
tra 90.000 e 150.000 euro.
    Per i prossimi tre anni accademici "a decorrere dall'anno
academico 2013-2014" le rette pagate dagli studenti il cui Isee
familiare sia non superiore a euro 40.000 non possono aumentare
in misura superiore all'indice Nic dei prezzi al consumo.
    
    MPS, NUOVI TREMONTI BOND FINO A 2 MILIARDI
    Il governo ha deciso di far confluire nel decreto sulla
spending review i contenuti del decreto sulle dismissioni del
patrimonio pubblico.
    Il provvedimento consente a Banca Mps di emettere a favore
del Tesoro obbligazioni speciali simili ai Tremonti bond per
garantire il rafforzamento patrimoniale chiesto dall'Eba,
l'Autorità bancaria europea.
    Per tutta la parte restante del 2012 il ministero
dell'Economia potrà comprare obbligazioni fino a un massimo di 2
miliardi, 3,9 tenendo conto degli 1,9 miliardi di vecchi
Tremonti bond emessi da Mps nel 2009 e che saranno rimborsati
attraverso l'emissione dei nuovi titoli per pari importo.
    Per il tempo necessario a portare avanti il piano di
ristrutturazione già annunciato al mercato, Mps non potrà
acquisire partecipazioni finanziarie. La banca dovrà anche
limitare bonus e stock option per dirigenti e amministratori.
    Il pagamento degli  interessi sulle obbligazioni dipende 
dalla  disponibilità di utili distribuibili. Tuttavia, in caso
di mancate cedole Mps dovrà assegnare al Tesoro "azioni
ordinarie di nuova emissione per una quota del patrimonio netto
corrispondente all'importo della cedola non corrisposta".
    
    SACE, FINTECNA E SIMEST A CDP, 10 MLD A RIDUZIONE DEBITO
    Il Tesoro prevede di completare entro fine anno la cessione
delle sue controllate Sace, Fintecna e Simest alla Cassa
depositi e prestiti.
    Poiché la Cdp è fuori dal perimetro della pubblica
amministrazione, l'operazione ridurrà il debito di circa 10
miliardi.
    Il decreto sulle dismissioni rafforza anche il fondo
immobiliare previsto dalla prima manovra correttiva del 2012 al
quale il governo vuole conferire buona parte degli immobili
pubblici, sia dello Stato, sia degli enti territoriali.
    Solo gli immobili in gestione all'Agenzia del demanio che
potrebbero essere conferiti al fondo sono 350, per un valore
stimato pari a 1,5 miliardi di euro, che potrà anche triplicare,
sostiene il governo.
    
    SOPPRESSI DA DICEMBRE MONOPOLI STATO, AGENZIA TERRITORIO
    Dal primo dicembre l'Amministrazione autonoma dei monopoli
di Stato verrà accorpata all'Agenzia delle dogane, mentre
l'Agenzia del territorio confluirà nell'Agenzia delle entrate.
    Si avvia a sparire anche l'Assi (ex-Unire), le cui funzioni
saranno ripartite tra ministero dell'Agricoltura e la nuova
Agenzia delle dogane e dei Monopoli.
    
    
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