July 25, 2012 / 3:16 PM / 5 years ago

PUNTO 1-Sicilia ritarda pagamento stipendi deputati per tensioni di cassa

5 IN. DI LETTURA

* Assessore Economia Armao parla di ritardo di "qualche giorno"

* Armao nega rischio default

* Palermo aspetta trasferimento fondi da Roma

* Monti ha chiesto in cambio piano rientro vincolante (Aggiunge altre dichiarazioni, contesto)

di Giselda Vagnoni

ROMA, 25 luglio (Reuters) - Per problemi di liquidità la Sicilia ritarderà il pagamento degli stipendi dei deputati regionali e delle liquidazioni dei dipendenti andati in pensione in attesa che lo Stato le trasferisca i circa 740 milioni di fondi promessi, rende noto l'assessore all'Economia Gaetano Armao.

"Si tratta di un ritardo di qualche giorno causato dalla forte tensione sulla cassa dovuta alle anticipazioni che la Regione ha dovuto fare per i ritardi nei trasferimenti statali", ha detto Armao a Reuters.

Ma Roma "accrediterà presto i 400 milioni dei fondi Fas (per le aree sottoutilizzate), i 240 milioni promessi ieri per la Sanità e altri 100 milioni e in più scorre il gettito ordinario fiscale".

Insieme al governatore Raffaele Lombardo, Armao è stato ricevuto ieri dal presidente del Consiglio Mario Monti preoccupato per un possibile rischio default dell'isola.

A fronte dello sblocco di nuovi fondi, le autorità della Regione a statuto speciale si sono impegnate a far approvare dall'Assemblea regionale entro luglio un draconiano programma di riduzione dei costi tra cui un taglio del 20% del personale.

"Non c'è un profilo di default ma di tensione finanziaria Non ci sono elementi di patologia, soffriamo del ritardo nei trasferimenti" di uno Stato impegnato ad azzerare il deficit entro il prossimo anno, ha spiegato Armao in una conferenza stampa alla Stampa estera.

"Il nostro disavanzo è di appena 2,3 milioni su un bilancio di 27 miliardi. Il debito è di 5,2 miliardi pari al 19,4% del bilancio e al 6% del Pil. Per l'86,7% il debito è a tasso fisso quasi integralmente con la Cassa depositi e prestiti. E' un debito sereno, non pieno di derivati e titoli junk. Non ha rischi particolari. I nostri derivati ammontano a 900 milioni di euro".

Armao, docente universitario di contabilità pubblica, ha incontrato i giornalisti stranieri dopo la bufera sulla sostenibilità del bilancio dell'isola sollevata dal vice presidente siciliano di Confindustria Ivan Lo Bello per il quale la Sicilia rischia di diventare "la Grecia dell'Italia".

Lo Bello ha puntato l'indice contro i 15,7 miliardi di residui attivi, ossia i crediti che la Regione vanta nei confronti dei contribuenti, dello Stato e dell'Ue e che potrebbero non essere mai recuperati.

Tensioni Su Bilanci Regioni Come in Spagna

"L'andamento dei residui attivi è omogeneo nel decennio. Non c'è una escalation dei residui attivi come qualche commentatore ha voluto sostenere cercando di provocare allarme", ha detto l'assessore.

E' vero, però, che "i residui di parte corrente verso i tax payers dimuniscono e quelli verso dello Stato raddoppiano. E' quello che si sta verificando in Spagna. L'affaticamento del bilancio dello Stato rimbalza sulle Regioni. Lo Stato centrale mette i conti in sesto ma a catena affatica i conti regionali".

Anche di una revisione dei residui attivi si parla ai tavoli tra Stato e Regione iniziati oggi su quello che palazzo Chigi ha definito "un piano di rientro finanziario vincolante".

Gli altri punti salienti del piano di rientro e riorganizzazione amministrativa, spiega Armao, riguardano "un taglio del 25% della pianta organica dei dirigenti e un 20% di quella del comparto".

Queste misure sono state inserite in un emendamento al disegno di legge sull'assestamento di bilancio in discussione oggi al parlamento siciliano che dal prossimo mese non potrà più farlo a causa delle dimissioni, il 31 luglio, di Lombardo.

"Per troppo tempo abbiamo goduto dell'autonomia della spesa ma dobbiamo conquistarci l'autonomia della responsabilità. In queste ore il Parlamento siciliano ha l'opportunità di farlo", ha detto Armao.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

(Giselda Vagnoni)

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